Cultura

Agone letterario del Liceo “Megara”, i due elaborati vincitori

AUGUSTA – Ad un mese dalla “Notte nazionale del liceo classico”, che lo scorso 12 gennaio ha coinvolto per un’intera serata anche lo storico Liceo “Megara” di Augusta, pubblichiamo, ormai una tradizione, gli elaborati vincitori della terza edizione dell’ “Agone letterario megarensis“. Si tratta del concorso riservato agli studenti degli istituti comprensivi, suddiviso in due sezioni, poesia e prosa, quest’anno dal titolo Le stagioni della vita. I due studenti vincitori sono stati premiati al termine della serata del 12 gennaio e a loro vanno i complimenti della redazione de La Gazzetta Augustana.it.

Nella sezione “Poesia“, prima classificata Desiree Alesci, 3ªB dell’Istituto comprensivo “Corbino” di Augusta. Ecco i suoi versi.

Le stagioni della vita sono ciò che l’uomo ha di più caro,

nulla è più importante di ciò che vivo e di ciò che imparo.

Il pesco in fiore racconta un nuovo inizio,

il suo  colore accende ogni entusiasmo

ed il futuro non può apparirti che propizio.

Scorrono i giorni ed il fiore lascia posto al frutto,

la vita si sazia di ogni sapore ed esperimenta tutto.

Ogni cosa ti appare possibile e ogni cosa è più chiara.

Così doni te stesso con una gioia nuova,

perché senti che la forza è la tua amica più cara.

All’ingiallire delle prime foglie hai compreso tante cose,

molte son felici, ma tante altre dolorose.

Hai sorriso ed hai pianto, hai amato e hai sofferto,

in ogni cosa hai dedicato il tuo cuore,

perché hai dato e preteso molto rispetto.

Ma adesso che l’ultima foglia sta per cadere

E nel pieno inverno un albero sfoglio appare,

ti accorgi che tutto è stato incredibilmente breve

ma hai ancora il tempo di dire al mondo

che un fiore fresco può sempre venir fuori dalla neve.

Nella sezione “Prosa“, prima classificata Martina Venerini, 3ªF dell’Istituto comprensivo “Rizzo” di Melilli. Ecco il testo.

“Sed fugit interea, fugit irreparabile tempus”

Ma fugge intanto, fugge irreparabilmente il tempo.

Credo che questa frase latina riesca ad esprimere al meglio una della più grandi paure dell’uomo.

Il tempo è una delle poche cose che nessuno è mai riuscito a controllare, nonostante i progressi tecnologici raggiunti fino ai giorni nostri. Tutti abbiamo paura dello scorrere del tempo e ognuno di noi vorrebbe restare ad una precisa stagione della vita.

Chi ad una primavera, che viene dopo l’infanzia, a quel periodo dove tutto viene visto con gli occhi ingenui, ed ogni cosa sembra magica e possibile.

Chi invece, vorrebbe godersi l’estate tutta la vita, ovvero restare in quel periodo dove l’energia non finisce mai, dove non ci si sente mai stanchi, dove restare a ballare per un’intera notte fa sognare, dove l’amore viene vissuto nella sua forma più dannata, come un’impronta sulla spiaggia, che piano piano sbiadisce cancellata dalla marea, ma anche nella sua forma più intensa e incancellabile, proprio come quei messaggi custoditi in una bottiglia lasciata vagare nelle acque di un oceano. Ma anche l’autunno e l’inverno sono traguardi inevitabili, fasi della vita che chiudono i cicli così come in autunno le giornate iniziano ad accorciarsi, le temperature si abbassano, i colori sbiadiscono, il sole inizia ad essere coperto da qualche nuvola, la vita delle persone comincia ad avere dei mutamenti, delle trasformazioni che portano ad un’accettazione di tutto ciò che non potrà più ridare indietro il tempo.

Quella fase in cui si vive ogni cosa con più consapevolezza e maturità e la realtà, anche se amara e cruda, viene vissuta nella sua totalità.

Questo percorso ci prepara all’inverno, al freddo e al silenzio, nonché alla fine della vita.

Mi piacerebbe terminare con una citazione tratta da un film che mi ha toccato particolarmente: Collateral beauty “La bellezza collaterale”.

“Amore, tempo e morte, queste tre cose mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla terra. Tutti desideriamo l’amore, vorremo avere più tempo e terminiamo la morte”.

Credo, anche qui è presente la tematica del tempo, questo amico è nemico di ogni essere vivente. Esso fluisce in modo uguale se tutti, ma ognuno di noi galleggia in esso in modo diverso. Nessuno può controllarlo, ma possiamo scegliere il modo migliore per viverlo!

(Nella foto in evidenza: la Notte bianca del Liceo “Megara” del 12 gennaio scorso)


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