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Augusta, 70 anni di Costituzione, lezione pubblica del prof. Ferro. Che suggerisce la “sfiducia costruttiva”

AUGUSTA – “Attualità e attuazione della Costituzione a 70 anni dall’entrata in vigore” è il titolo della conferenza tenutasi mercoledì pomeriggio nel salone del Circolo Unione, il sodalizio presieduto da Gaetanella Bruno.

L’evento è stato promosso dallo stesso Circolo Unione e curato dallo studente universitario Marco Failla, con l’obiettivo di ripercorrere le tappe più importanti dei settant’anni della Carta costituzionale, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Nucleo dell’incontro pubblico, la relazione del docente universitario Giancarlo Antonio Ferro, associato di Diritto costituzionale nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Catania.

La conferenza è stata accreditata quale progetto rientrante nel “Programma delle celebrazioni del 70° della Costituzione italiana” della Presidenza del consiglio dei ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale. Gli organizzatori, grazie a uno sponsor privato, hanno acquistato dalla libreria del Senato a Roma un plico di copie della Costituzione, distribuite come omaggio ai presenti.

In apertura del suo articolato e interessante intervento, Ferro ha definito la Costituzioneun atto storico che creò una risposta alla crisi sociale post bellica, ma al contempo una proposta di una società diversa, fondata sui valori attorno ai quali la comunità nascente avrebbe dovuto prestare adesione”.

Una Costituzione “rivoluzionaria”, ha sottolineato l’accademico, che ha innovato il paradigma precedente. “Con la Costituzione i diritti precedono il potere”, ha precisato Ferro, rovesciando quanto, invece, accadeva sotto il regime monarchico dove “il potere precedeva i diritti”. La nostra Carta costituzionale, ha spiegato, è stata scritta con un linguaggio volutamente “semplice” per essere comprensibile dalla maggioranza ed “elastico”, per essere poter essere adattabile ai tempi.

Il relatore ha, anche, posto l’attenzione sull’importanza di diversi articoli costituzionali, a partire dall’art. 1 che riporta il termine “persona”, e non il termine “individuo”, per ricomprendere tanto la dimensione materiale quanto quella spirituale e psicologica, che sostituisce il termine di “uomo” o “individuo”. Come noto, poi, l’affermazione del principio di uguaglianza è sancito dall’art. 3., mentre la tutela dei lavoratori è disciplinata dall’art. 36.

L’eguaglianza sostanziale contenuta nel secondo comma dell’art. 3 è semplice teoria o può trasformarsi in reale precetto giuridico?”. Con questo interrogativo, Ferro ha introdotto una importante sentenza pronunciata nella direzione dell’attuazione di tale principio costituzionale.

Siamo nel comune di Troina, vi è ragazza malata di cancro che appartiene a una famiglia non abbiente. I medici le prescrivono una cura in qualche modo palliativa, che le consenta di tenere sotto controllo i globuli rossi: ogni fiala di questo medicinale costa 1.000 euro […] Un avvocato fa cambiare le sorti del diritto perché ha l’idea di chiedere un provvedimento d’urgenza contro il Ministero della Salute e contro il Ministero delle Finanze, proprio facendo leva sull’art. 3 secondo comma, partendo dall’idea che, di fatto, il povero può essere escluso dall’esercizio del pieno godimento del diritto alla salute e, pertanto, chiede al giudice di intervenire e condannare il Ministero della Salute e il Ministero delle Finanze per il riconoscimento del diritto per una vita più dignitosa, seppure in fase terminale“.

Proprio a Troina fu emesso il provvedimento d’urgenza – ha concluso Ferro, sul caso di giurisprudenza riportato – che consentì alla ragazza di avere il medicinale, in quanto il Giudice, in virtù del suddetto articolo 3, si ritenne direttamente destinatario di quell’esigenza di attuazione e attualizzazione della Costituzione”.

Anche l’istituzione della Corte costituzionale rappresentò una rivoluzione culturale. “Una corte che è legittimata dalla Costituzione ad annullare le leggi, laddove siano in contrasto con la Costituzione. Una grande conquista. Pensate! Un giudice che annulla l’atto politico per eccellenza: l’atto del potere sovrano”, ha rilevato il docente universitario. Ricordando però che, dopo l’entrata in vigore della Costituzione, ci vollero 5 anni per approvare la legge sul funzionamento della Corte costituzionale, così come ci vollero 22 anni per l’attuazione delle Regioni.

A seguito della relazione, si è aperto un ampio dibattito tra il relatore e la platea, a dimostrazione dell’interesse mostrato per i temi trattati durante l’incontro. Alla nostra domanda sugli istituti costituzionali per i quali il docente suggerirebbe modifiche o “attualizzazioni“, il costituzionalista Ferro ha parlato di: istituzione della “sfiducia costruttiva” al Governo, già prevista dalle costituzioni di altri Paesi, consistente nell’impossibilità da parte del Parlamento di votare la sfiducia al governo in carica se, contestualmente, non concede la fiducia a un nuovo esecutivo; l’abolizione del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), proposta già avanzata contestualmente a diversi tentativi di riforma, poi naufragati; la costituzionalizzazione della figura dell’avvocato e delle lobby, come succede altrove, per esempio negli Stati Uniti, ove l’istituto del gruppo di pressione o lobby è previsto per legge.


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