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Augusta, assoluzione postuma del giornalista D’Anna, i commenti di Assostampa e Assoporto. Oggi il trigesimo

AUGUSTA – È notizia di ieri l’altro la sentenza postuma con la quale la Corte di cassazione ha annullato senza rinvio “perché il fatto non sussiste” la sentenza di condanna per diffamazione a mezzo stampa a carico del giornalista Gianni D’Anna (vedi articolo). Mentre oggi ricorre il trigesimo della improvvisa scomparsa del compianto giornalista, per il quale, ricordiamo, verrà celebrata una messa in suffragio alle ore 18,30 in chiesa Madre.

Sono arrivati da parte di due associazioni di categoria, l’Assostampa Siracusa e l’Assoporto Augusta, comunicati di commento alla sentenza, che di fatto assolve D’Anna, dopo oltre dieci anni di calvario giudiziario e soltanto dopo la sua morte.

Qui di seguito pubblichiamo il comunicato di Assostampa Siracusa, a firma del segretario provinciale Prospero Dente. “L’assoluzione postuma di Gianni D’Anna, come ha ben detto la sua famiglia, è una “gioia triste” per quanti gli hanno voluto bene e, più in generale, per l’intera categoria. Solo il destino non ha permesso a Gianni di essere presente per ascoltare la sentenza di assoluzione (“perché il fatto non sussiste”) che, dopo 12 anni, ha posto fine ad un incredibile, quanto assurdo, calvario giudiziario.

Attendiamo le motivazioni di una sentenza che ha tolto ogni ragionevole dubbio per tornare, eventualmente, nel merito di una vicenda grave e grottesca. La storia di questo processo, avviato per la denuncia di un magistrato, Maurizio Musco, lascia aperti diversi interrogativi che, auspichiamo, possano trovare risposte adeguate nel più breve tempo possibile. L’onore e il decoro di questo pm non sono mai stati messi sicuramente in discussione dagli articoli di Gianni D’Anna.

Il diritto di cronaca e di critica è un principio cardine della nostra democrazia. Se ne facciano una ragione quanti pensano di avvelenare la serenità dei giornalisti con sfilze di querele temerarie, se non assolutamente creative. Si continua a lavorare, senza alcun timore se non quello di non riuscire ad informare coscienziosamente, professionalmente e lealmente i cittadini. Ribadiremo questa nostra convinzione ai vertici della Procura della Repubblica di Siracusa che, in questi anni, è riuscita in una coraggiosa azione di denuncia al proprio interno.

Alle intimidazioni questa categoria risponderà con il lavoro. Il sacrificio di Gianni è un monito per quanti pensano – a tutti i livelli – di intimidire ancora i colleghi di questa provincia. Giustizia è stata fatta, dannatamente tardi ma è stata fatta. La famiglia ha dedicato la vittoria “a questa professione che tanto amava e alla città di Augusta”. Loro sì hanno scritto una pagina seria di rispetto delle regole e della giustizia. Solo loro“.

Anche Marina Noè, presidente di Assoporto Augusta, l’associazione di operatori portuali augustani col cui ufficio stampa collaborava Gianni D’Anna, ha commentato la sentenza della Cassazione. “Conoscendo Gianni e la sua grande professionalità non avevamo dubbi che sarebbe arrivata la sua assoluzione, che purtroppo però è giunta troppo tardi – ha dichiarato attraverso un comunicato – È stata fatta finalmente giustizia per un uomo perbene che, per un gioco di poteri ormai assunto agli onori della cronaca anche nazionale, ha dovuto patire anni di dispiaceri. Avremmo voluto festeggiare  insieme a Gianni questa vittoria, ma purtroppo così non è. Siamo certi però che questa decisione della Cassazione sarà comunque utile alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”.


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