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Bracciate di beneficenza per “Smaile onlus” al Centro polisportivo Augusta

AUGUSTA – Domenica scorsa oltre settanta nuotatori, tra agonisti e amatori, si sono sfidati in una gara di beneficenza nella vasca del Centro polisportivo Augusta. Si è trattato della prima edizione della maratona benefica di nuoto, chiamata “I swim Smarathon“, per promuovere una raccolta fondi a favore dell’associazione “Smaile onlus”.

A consentire la realizzazione dell’evento ad Augusta lo staff della scuola di apnea “Siciliapnea“, con Simone Fabac che ne è tra gli ideatori e responsabili, e lo staff del Centro polisportivo Augusta, di cui è responsabile Antonella Aprile.

Con i contributi all’atto dell’iscrizione degli atleti sono stati raccolti quasi mille euro, somma che, grazie alla copertura delle spese organizzative da parte di sponsor privati, sarà interamente devoluta al progetto di acquamotricità ludica per i bimbi affetti da atrofia muscolare spinale, una malattia genetica che ha appunto per acronimo Sma.

Nella mattinata caratterizzata da sport, divertimento e unione d’intenti per la nobile causa, animata sia dai nuotatori che dal folto pubblico presente a bordo vasca, sono state previste diverse batterie aventi come obiettivo sportivo quello di coprire la massima distanza possibile nell’arco di 30 minuti.

Sugli oltre settanta partecipanti, tra gli 8 e i 65 anni, bisogna rendere merito agli atleti che hanno conquistato con prestazioni altamente competitive i primi tre posti assoluti della classifica: per gli uomini, vincitore Ennio Salerno, che in 30 minuti ha coperto 2.435 metri, secondo Andrea Bassetta e terzo Mario Scaccianoce; per le donne, in ordine, Annamaria Sapuppo, che ha segnato la distanza di 2.145 metri, Vittoria Castrovinci e Giorgia Fiorenza.

Alla chiusura dell’ultima batteria, prima della consegna delle medaglie, i ringraziamenti di Antonella Aprile: “Sono emozionata per aver visto come piccole cose, semplici, possono fare cose grandi; per come triatleti, pallanuotisti, nuotatori, che in acqua si sono dati forza per l’intera mezzora, hanno saputo dare insieme a chi ha lavorato dietro le quinte un senso importante a tutto questo“.


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