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Cultura

Breve storia di Augusta: i giardini pubblici (‘a Villa) e i quattro monumenti

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

24. I giardini pubblici (‘a Villa) e i quattro monumenti.

I giardini pubblici.

Giardini pubblici e Monumento ai Caduti, anni ’50

Sgombrata l’area compresa fra il castello e l’attuale Via Cristoforo Colombo, dove nel 1683 al posto di costruzioni religiose e di modeste case era sorta la Piazza d’Armi, nel 1850 furono piantati i primi alberi per rendere più ospitale questo vasto, arido ed assolato spiazzo. Il promotore di tale iniziativa fu il signor Micheroux, un ufficiale dell’esercito militare borbonico di presidio nella piazzaforte di Augusta. Chissà se questo militare possedeva delle doti di lungimiranza ed avesse dato origine al ‘polmone’ di verde col proposito di riuscire ad attenuare il naturale inquinamento atmosferico che, immancabilmente, si sarebbe verificato in una città come Augusta, sempre più lanciata verso la modernità del futuro. Ammesso che il Micheroux possedesse veramente tali doti, di sicuro egli non poteva minimamente immaginare che l’inquinamento atmosferico della nostra città potesse arrivare agli altissimi livelli in cui si trova adesso, soprattutto a causa della nascita del polo industriale lungo la sponda Ovest dell’insenatura megarese. Riflessioni a parte, il proposito iniziale del Micheroux era di sicuro quello di creare un luogo di frescura con dei viali alberati, per riparare dal sole estivo i soldati del castello durante le esercitazioni e per permettere delle sane e salutari passeggiate a tutti i cittadini.

A datare dal 1891, su iniziative delle varie amministrazioni comunali, i Giardini Pubblici furono di frequente arricchiti di tante altre piante e di nuovi viali, mantenuti sempre ben curati. Modificato più volte, per renderlo sempre maggiormente accogliente, il parco cittadino era conosciuto col nome del suo ideatore, ovvero ‘Giardini Micheroux’. Non ancora del tutto completati, nel 1923 i giardini pubblici furono intitolati all’illustre concittadino Orso Mario Corbino, nome che conservano ancora oggi. Sempre più belli e molto frequentati, i Giardini Pubblici divennero il principale luogo di ritrovo e di aggregazione sociale dell’intera città, dove tutta la gente si dava un tacito appuntamento domenicale o festivo per passeggiare con serenità e letizia nei tanti viali fioriti. Occupante l’assolata area dell’ex Piazza d’Armi, la “Villa”, termine con il quale si indica l’intera area dove sono dislocati i giardini pubblici, fa da contorno al castello, separando la ‘creatura’ di Federico II dall’abitato cittadino. La “Villa” è formata da due parti, separate dalla Piazza Castello, situate una nel lato di Levante e l’altra in quello di Ponente; le due zone sono localmente conosciute anche come “Villa ‘ranni”, quella situata ad Est, e “Villa nica”, l’altra posta ad Ovest. Nella parte del versante Est e cioè nella zona dei giardini pubblici conosciuti come ‘Villa ranni’, ovvero Villa grande, si trova un caratteristico Palco Musicale, dove in passato si esibiva la Banda Musicale Cittadina, ed un particolare sedile fatto con la locale pietra arenaria, lungo e leggermente curvo, con la seduta sia verso lo stesso palco musicale che nella direzione opposta, con vista sull’incan-tevole mare del Golfo Xifonio e, da qualche tempo, anche sul nuovo ponte ‘Federico II’, che congiunge la sponda della ‘Badiazza’ con la Borgata. Questo sedile, che in città da sempre è noto come “u Sidili o Cuocciu”, è il più tradizionale e simbolico luogo di ritrovo degli anziani che, non avendo più impegni onerosi e nell’attesa di rientrare a casa, “ammazzunu u tempu” chiacchierando fra di loro.

Mentre nell’altra zona dei giardini pubblici chiamata “Villa nica”, cioè Villa Piccola, vi è un bellissimo belvedere che offre uno spettacolare panorama sul porto megarese e sulla sua sponda di Ponente e che permette anche una piacevole vista dei ‘Forti Garsia e Vittoria’ ed in particolare del colossale Hangar e del vasto parco che lo circonda. Questo belvedere di Ponente è sorretto da un barbacane che venne creato per rimpiazzare il bastione Est della sottostante ed antica ‘Porta Madre di Dio’, prima ferito e malridotto dai bombardamenti bellici ed in seguito franato, in modo naturale, nel 1949. Rapportata alla grandezza della città dell’epoca, la “Villa” era uno dei più grandi giardini pubblici della Sicilia orientale; essa era il grande parco cittadino, pieno di rigogliosi alberi, di folte siepi, di arbusti sempre verdi e di aiuole ricche di bei fiori e contornate dalle particolari e svariate pietre arenarie, che formavano un ambiente davvero caratteristico. In seguito all’asfaltatura dell’intera area dei Giardini Pubblici, avvenuta nei primi anni sessanta, anche le originarie cornici delle aiuole furono sostituite con delle bordure di freddo cemento, sormontate da orlature di ferro, che ne ridimensionò il vecchio fascino di quell’ambiente. Bella ed accogliente, per la freschezza dei suoi odori, sempre curata e soprattutto ben pulita, “a Villa” è sempre stata il fiore all’occhiello delle varie Amministrazioni Comunali, almeno fino agli anni Settanta dell’appena trascorso secolo. I sedili presenti all’interno dei giardini pubblici, in passato in pietra e poi di metallo, sono sempre stati la classica ‘ciliegina sulla torta’ di quello che è considerato come un vero e proprio ‘polmone’ cittadino. Utili per riposarsi, con brevi soste durante le interminabili passeggiate nei viali alberati, i sedili sono prevalentemente prediletti dagli anziani che generalmente si ritrovano in compagnia, al caldo sole primaverile o al fresco del periodo estivo.

Accampamento degli astrologi ai giardini pubblici, anno 1870

Da ricordare che il 22 Dicembre del 1870 un’eclissi totale di sole, di altissima risonanza mondiale, fece convenire in Augusta numerosi astronomi di tantissimi Paesi stranieri che, per osservare e studiare il raro evento astrale ben visibile dalla nostra città, si accamparono proprio nella zona dei Giardini Pubblici a ridosso del castello: una meridiana ed una lapide, poste nel prospetto principale del Palazzo Comunale,  testimoniano il grande evento a memoria delle generazioni future.

I quattro monumenti della Villa.

  • Monumento a Umberto I

Monumento a Umberto I, anni ’50

Il primo monumento posizionato all’interno dei Giardini Pubblici fu quello dedicato al re Umberto I, su iniziativa della locale Associazione Operaia Umberto I.

Il monumento, costituito dal busto marmoreo del monarca di Casa Savoia assassinato a Monza il 29 Luglio 1900, fu inaugurato nel 1905 e, ancora oggi, è posizionato nella parte della ‘Villa nica’, in prossimità del viale confinante con la vicina Via Cristoforo Colombo.

  • Monumento ai Caduti (Milite Ignoto)

Luogo originario del Monumento ai Caduti, anno 1924

Il Monumento ai Caduti, da sempre e molto affettuosamente chiamato impropria-mente ‘Milite Ignoto’, fu inaugurato il 9 Maggio 1924 per ricordare i soldati augustani caduti durante la Grande Guerra. Composto da un piedistallo su cui poggia la figura bronzea di un fante con lo sguardo intenso rivolto a scrutare l’infinito, “u Militi Ignotu”, come piace chiamarlo agli augustani, è il monumento più noto e frequentato della Villa. Posizionato nella parte centrale dei Giardini Pubblici, ovvero nella Piazza Castello, il sito originario era molto più vicino alla Via Cristoforo Colombo. In questo luogo il monumento era attorniato da piacevoli piante e davanti ad esso vi era un acciottolato in bianco, grigio e nero formante un bel ‘tappeto’; questo acciottolato, con molta probabilità, fu ricoperto dall’asfalto utilizzato per il riassetto di Piazza Castello.

Il rifacimento dei Giardini Pubblici di fine Anni ’50 comportò anche lo spostamento dello stesso ‘Milite Ignoto’ che, dopo più di una trentina di anni dal suo posiziona-mento, fu ‘arretrato’ verso il Castello in quello che è il suo attuale sito. Nella sua nuova posizione il Monumento ai Caduti fu anteposto da una modesta ma piacevole scalinata ed in seguito, all’inizio degli Anni Sessanta, alle spalle del ‘Soldato di Bronzo’ venne costruita una bella Fontana Ornamentale. L’importanza del suo significato affettivo, del suo valore artistico e della sua semplice bellezza, sommati allo ampio e centrale luogo della Villa dove è posizionato, hanno fatto del Milite Ignoto il luogo cittadino più adatto e significativo della città dove poter svolgere manifestazioni generali e, soprattutto, gli eventi celebrativi coinvolgenti l’intera comunità locale.

  • Monumento ai Caduti dell’Aviazione per la Marina (Elica)

Monumento ai Caduti dell’Aviazione di Marina, anni ’70

Il ‘Monumento ai Caduti dell’Aviazione per la Marina’, fu inaugurato nel 1965, in occasione del quarantesimo anniversario della nascita dell’idroscalo megarese.

Posizionato nella parte alta della ‘Villa nica’, nei pressi del belvedere di Ponente, questo monumento, da sempre chiamato con  l’appellativo di ‘Elica’, era composto da un semplice piedistallo in cemento sul quale era stato posizionato un motore appartenente ad un idrovolante affondato all’interno dell’insenatura megarese nell’anno 1943 e recuperato nel 1960. Purtroppo, dal 1987 il ‘sopravvissuto’ motore è stato tolto per preservarlo dagli atti vandalici compiuti ai danni di un così importante quanto significativo monumento riguardante la storia di Augusta.  Ma la voglia di continuità, per il rispetto del passato ed il desiderio del presente, apporta alla inaugurazione di un nuovo Monumento ai Caduti dell’Aviazione per la Marina. Nel 2007 il nuovo monumento, ideato e disegnato con originalità dall’avvocato Antonello Forestiere e donato dal Rotary Club di Augusta, venne inaugurato nel suo nuovo ed attuale sito, situato poco distante dal sito originario e più vicino all’antico ingresso del Castello Svevo.

  • Monumento a Dante Alighieri

Nel 1968, su iniziativa del Lions Club di Augusta, venne inaugurato il Monumento a Dante Alighieri, per commemorarne il settimo secolo della sua nascita, anche se lui era nato nel 1265. Situato poco distante da quello dedicato a re Umberto I°, quindi all’interno della “Villa nica”, il Monumento dedicato al sommo poeta è composto da un suo busto sorretto da una colonna in pietra.

Salvo Lentini


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