Cultura

Breve storia di Augusta: Palazzo Municipale, Biblioteca, Palazzo delle Poste e Ospedale

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

25. Palazzo Municipale, Biblioteca comunale, Palazzo delle Poste, Ospedale cittadino.

  • Palazzo Municipale

La costruzione del Palazzo Municipale avvenne dopo il terremoto del 1693; infatti, i lavori per costruire un nuovo e moderno edificio del Comune ebbero inizio nel 1699 e si realizzarono sulle rovine di un’area dove preesistevano anche le vecchie prigioni cittadine. Questo era un sito che si trovava in pieno centro storico, individuato e scelto per dare un aspetto più decoroso a quello che doveva rappresentare il luogo di governo della città. In precedenza, la costruzione sede dell’amministrazione pubblica si trovava nella parte Nord dell’attuale strada che conduce alla vecchia darsena, quindi fuori dal centro della città. La scelta di questo luogo era stata suggerita anche dal fatto che in quella zona della città veniva a delinearsi la principale piazza cittadina, ovvero Piazza Duomo. Questa piazza, all’epoca conosciuta come Piazza Gelida e dove vi si svolgeva anche il mercato cittadino, assunse l’attuale fisionomia proprio nel dopo terremoto del 1693 con i lavori che apportarono alla nascita del Palazzo del Municipio, della Chiesa Madre e del Monastero di Santa Caterina, tre importanti edifici che ne delimitarono in maniera decorosa la sua superficie.

Il Municipio ha il suo prospetto principale rivolto a Mezzogiorno, proprio sull’attuale Piazza Duomo, e nella sua parte centrale campeggia la scultura dell’aquila imperiale, il simbolo della Casa di Svevia alla quale apparteneva Federico II, fondatore della città di Augusta, che la volle onorare ed insignirla dell’appellativo di “Veneranda”. Tale aquila è immortala mentre con i suoi artigli afferra delle monete dal mare, come a simboleggiare che la principale fonte di ricchezza della città provenga proprio dal  mare che la circonda.  Sempre nel prospetto principale della costruzione settecentesca sono murate due lapidi riportanti una Meridiana ed una Iscrizione Commemorativa dell’eccezionale evento dell’eclissi totale di sole del 22 Dicembre 1870, che richiamò ad Augusta illustri fisici e astronomi di tutta Europa per studiarne il fenomeno.

Municipio, anni ’20

Nella costruzione della nuova sede del Municipio, realizzata nello stesso sito che occupa ancora oggi, fu prevista anche l’installazione nel suo interno di un teatro comunale. Infatti, l’edificio aveva due specifiche destinazioni: il piano terreno era adibito agli uffici del comune e il piano superiore a teatro comunale, la cui sistemazione fu autorizzata soltanto nel 1735. L’allora teatro comunale divenne molto noto anche in altre città della provincia e  risultò essere il luogo più comune dove si ritrovavano, periodicamente, buona parte degli Augustani. Il teatro, costituito in massima parte da strutture in legname e divenuto nel tempo di precaria agibilità e di scarsa sicurezza pubblica, fu soppresso alla fine degli anni ’20 del Novecento e nei seguenti anni Trenta ne fu decisa la sua rimozione. Nel 1936 , in concomitanza dei lavori di restauro e di ampliamento del Palazzo Municipale, lo spazio che per circa due secoli era stato occupato dal teatro fu sfruttato per farne un grande salone di rappresentanza per il Comune ed altri uffici per i vari servizi pubblici. L’ampliamento fu possibile grazie all’acquisto ed all’assorbimento dell’area occupata dal Palazzo Tumscitz, una costruzione confinante a Nord del suo prospetto su Via Principe Umberto. Tali restauri fecero assumere all’edificio pubblico un aspetto diverso, soprattutto nel suo lato di Via Principe Umberto, diventato più esteso, come lo si vede ancora oggi. I lavori si completarono nel 1938 ed il 28 Ottobre dello stesso anno venne inaugurata la nuova ala del municipio, all’epoca sede podestarile. Da qualche tempo all’interno del Palazzo di Città, in alcuni locali del piano terreno, hanno trovato sistemazione il Museo della Piazzaforte e la Biblioteca Comunale.

  • Biblioteca comunale

All’interno dei Giardini Pubblici, adiacente al vecchio cinema ‘Arena Megara’, si trovava la Biblioteca Comunale che, inaugurata nel mese di Dicembre del 1957, fu intitolata a Georges Vallet, l’archeologo francese che, con lusinghieri risultati, ha dedicato tanto tempo agli studi ed agli scavi di Megara Hyblaea. Alla crescita della biblioteca contribuirono tanti cittadini ed alcune aziende private che, con l’orgoglio di poter partecipare ad arricchire sempre più quel nuovo luogo pubblico, fecero delle continue e volontarie donazioni di libri. Nella biblioteca, che da qualche tempo è stata trasferita in un’ala del piano terreno del Palazzo Municipale, si trovano anche la ‘Raccolta’ del Blasco e l’Inesto istorico della città di Augusta’ di Francesco Vita, probabilmente fra le più preziose ‘sorgenti’ di notizie riguardanti il passato storico della città di Augusta.

  • Palazzo delle Poste

Palazzo delle Poste, anni ’50

Nell’estate del 1937, durante una sua breve visita fatta ad Augusta il 12 Agosto, il Duce Benito Mussolini pose la simbolica ‘prima pietra’ che diede inizio ai lavori per la costruzione di un nuovo Palazzo delle Poste e delle Telecomunicazioni, che fu inaugurato nel 1939. All’inizio degli anni Cinquanta, l’area antistante la costruzione pubblica fu denominata Piazza, o Piazzale, della Posta; in tempi molto recenti, con la posa di una statua raffigurante l’apostolo pescatore fatto santo, il luogo ha preso, per l’appunto, il nome di Piazza Sant’Andrea.

La costruzione di questo moderno e, strutturalmente parlando, maestoso edificio postale, diede un gran risalto alla stessa città. Fino al 1933, quando s’iniziarono i lavori di restauro del vecchio palazzo di Piazza d’Astorga, le Poste e Telegrafi erano ubicati all’interno di quest’edificio, in uno spazio da spartire con gli Uffici della Pretura, dell’Ambulatorio Medico Chirurgico Municipale e, cosa abbastanza insolita, con la Cappella della Santa Croce, dalla quale traeva nome lo stesso ospedale cittadino dell’epoca.

  • Ospedale cittadino

Palazzo di piazza D’Astorga, ex sito ospedale cittadino, anni ’30

Dal secondo Ottocento l’ambulatorio comunale si trovava dislocato all’interno del vecchio palazzo di Piazza d’Astorga che, proprio per tal motivo, all’epoca era ancora denominata Piazza Ospedale. In seguito alla necessaria ristrutturazione del grande e vetusto stabile, per insediarvi la Regia Scuola Ginnasiale, l’ospedale fu traslocato e costituito in Piazza delle Grazie nell’ex Convento dei Frati Minori Osservanti.

Il trasferimento nell’ex convento di Piazza delle Grazie e l’adeguamento ad un più confortevole ospedale, fu possibile grazie al grande interessamento del bravo e noto chirurgo augustano Giuseppe Muscatello, che tanto si prodigò alla sua costituzione. Il particolare impegno valse al dottor Giuseppe Muscatello la riconoscenza dei suoi concittadini, che lo caldeggiarono nel desiderio di intitolare l’ospedale cittadino di Piazza delle Grazie al ricordo del papà Emanuele, apprezzato notaio e già sindaco di Augusta.

Il boom economico degli anni Sessanta apportò la nascita di nuovi edifici, col conseguente incremento dei residenti nella parte della città posta sull’isola, e la presenza sempre maggiore dei veicoli circolanti o posteggiati, che provocavano continui ingorghi stradali con forte incremento dell’inquinamento atmosferico e acustico, fattori che contribuirono molto a guastare il tranquillo vivere in città. Queste situazioni negative, aggiunte alla necessità di ampliare ed ammodernare il sanatorio comunale, apportarono alla costruzione di un nuovo ospedale cittadino, lontano dal caotico centro storico e fuori dal nucleo abitato della Borgata, sempre più in continua espansione.  L’area per la costruzione del nuovo ospedale fu scelta nella zona del ‘Granatello’, all’epoca abbastanza isolata e circondata da tanta vegetazione; certamente un luogo molto adatto allo scopo, anche se a poca distanza vi erano le saline comunali, ridotte a una fase produttiva molto modesta e già destinate alla totale chiusura.

Alla fine del 1965 l’impianto ospedaliero fu traslocato da Piazza delle Grazie nella sede del ‘Granatello’ dove, l’anno seguente, il nuovo Ospedale Emanuele Muscatello fu pienamente funzionante.

Salvo Lentini


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