Politica

Buona scuola, settanta gli insegnanti augustani “esiliati” al Nord. In consiglio passa mozione pro rientro, polemica su emendamento Triberio

AUGUSTA – Un consiglio comunale, quello svolto ieri sera, che ha innescato nuove polemiche, in particolare su una delle due mozioni all’ordine del giorno.

Dopo le interrogazioni, la mozione sui fenomeni di bullismo e cyberbullismo, presentata dal consigliere di opposizione Marco Niciforo ed evidenziata nei giorni precedenti attraverso un video social dalla presidente del consiglio Sarah Marturana, si è discussa infatti la mozione per impegnare il Comune di Augusta a sostenere la “Piattaforma programmatica degli insegnanti siciliani”, che contiene le istanze di migliaia di docenti, appartenenti a gruppi e comitati, trasferiti al Nord per gli effetti del piano assunzioni della legge 107/2015 (legge “Buona scuola”).

Ad Augusta coinvolgerebbe circa settanta famiglie, un numero che diventa di diverse migliaia se si estende alla Sicilia.

L’istanza era stata presentata il mese scorso dai due consiglieri di minoranza Salvo Aviello e Irene Sauro, alla fine approvata all’unanimità dall’Aula, ma a polemizzare è il loro collega di opposizione Giancarlo Triberio, di Liberi e uguali, che aveva presentato un emendamento che “impegnava l’amministrazione comunale a indicare un proprio rappresentante che sostenesse e seguisse direttamente la vicenda sia al Miur che all’Anci“, bocciato dalla maggioranza del M5s.

I consiglieri 5 Stelle non vogliono aiutare davvero gli insegnanti di Augusta “deportati” al Nord dalla riforma sulla scuola – contesta Triberio – Per favorire i giochi di potere dei loro parlamentari, hanno bocciato l’ emendamento che impegnava il Comune a essere parte attiva col prossimo governo“.

Spiega la ratio dell’emendamento e gli asseriti effetti della bocciatura: “La logica di questa iniziativa era proprio quella di approvare un atto politicamente “forte” nei confronti del governo, e allo stesso tempo dare un segnale di vicinanza e interesse concreto verso le famiglie coinvolte dalla “deportazione” delle cattedre al Nord. Invece la maggioranza 5 Stelle ha scelto la strada dell’ipocrisia, limitandosi ad appoggiare solo a parole quelle rivendicazioni. Di fatto, con questa bocciatura, l’Amministrazione comunale è stata disimpegnata ad agire attivamente e concretamente, approvando una mozione che è solo di facciata, ma svuotata di reale sostanza politica“.

Triberio spiega: “L’unica cosa che questo Comune fa per i propri concittadini coinvolti è di trasmettere un documento al Parlamento e al prossimo Governo, affidandosi alla buona stella. È suonata poi come una vera presa in giro la dichiarazione del capogruppo 5 Stelle, Mauro Caruso, che per giustificare lo svuotamento della mozione ha detto che l’emendamento non serviva perché daranno mandato alle centinaia di deputati e senatori grillini di cambiare la legge. È una affermazione che suona come un insulto all’intelligenza di padri e madri di famiglia “deportati” dalla Buona scuola, che dovrebbero aspettare i tempi lunghi di ogni nuova legge di riforma, mentre la mozione contiene già delle soluzioni fattibili a livello ministeriale in tempi brevissimi, che poteva dare risultati raggiungibili per il prossimo anno scolastico“.

Io e il mio gruppo – conclude il consigliere di Liberi e uguali – non accettiamo speculazioni, continueremo con tutte le nostre forze a sostenere questa battaglia di giustizia che agisce anche nella direzione di potenziare il tempo pieno nelle scuole, di fornire più insegnanti di sostegno per i disabili, e di fissare il tetto di 20 alunni massimi per classe in modo che i bambini possono meglio essere seguiti. Noi vogliamo questo, ma i 5 Stelle, poltrone a parte, cosa vogliono?“.

(Foto in evidenza: generica)


In alto