Politica

Case popolari alla Scardina e Cas per immigrati, il sindaco Di Pietro replica sui due temi “incandescenti”

AUGUSTA – Un aspetto ha destato particolare clamore tra le affermazioni rese ieri dal consigliere comunale di minoranza Giuseppe Schermi, già vicesindaco pentastellato. Riferiva che dal fronte della giunta Di Pietro si paventasse uno “sgombero forzato per 90 famiglie alla Scardina“, ponendo poi la questione in ideale contrapposizione con le recenti ipotesi di realizzazione di un Cas (Centro accoglienza straordinario) per 150 immigrati nell’area dell’ex consorzio Asi in contrada San Cusumano, dopo l’hotspot già in corso d’opera nel porto (vedi articolo).

A gettare acqua sul fuoco con una parziale smentita è il sindaco Cettina Di Pietro ricordando che delle cinque palazzine in contrada Scardina una sola è del Comune, della quale dice “che è anche l’unica in avanzato corso di regolarizzazione grazie all’impegno dell’assessore Spinitta che, per inciso, non fa parte della”cabina di regia” della prefettura“, mentre le altre quattro “sono immobili di proprietà Iacp che pertanto non appartengono al Comune“.

Su quest’ultime quattro, riferisce il primo cittadino, “la situazione è estremamente complessa e delicata, e le dichiarazioni del consigliere Schermi rischiano di rendere il clima ancora più incandescente, diffondendo in maniera irresponsabile un allarme sociale di cui certamente non si avverte il bisogno“.

Il sindaco pentastellato prosegue, nella replica, sulla vicenda inerente all’ipotesi del Cas per immigrati: “Le affermazioni del consigliere Schermi sull’ipotizzato centro di accoglienza in area Asi sono confuse ed erratiche al punto da ingenerare effetti umoristici. A meno che non siano consapevolmente in mala fede, cosa che ovviamente non si può e non si vuole immaginare. Il progetto nasce su area concessa al Ministero dell’Interno dalla Regione (Irsap su conforme parere degli assessorati competenti, fra cui quello delle Attività produttive) – ribadisce -. Per il Ministero progetta e realizza l’agenzia di Stato Invitalia“.

Spiega: “Il Comune di Augusta è coinvolto soltanto per i permessi urbanistici, sui quali sussistono forti dubbi e su cui comunque dovrà pronunciarsi il Consiglio comunale. Il progetto non è “nei cassetti del Sindaco”. Spettano infatti all’Ufficio tecnico l’analisi e l’istruttoria necessaria alla discussione consiliare. Una semplice richiesta di accesso agli atti potrà anticipare la visione del consigliere, nei modi e nelle forme di legge“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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