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“Caso” Agnone Bagni, Carlentini e Lentini pronte a “prendersi” la frazione di Augusta

AUGUSTA – Negli ultimi tre giorni si sono susseguite dichiarazioni dei sindaci di Augusta, Carlentini e Lentini aventi ad oggetto Agnone Bagni, frazione di Augusta. E dall’emergenza rifiuti, oltre ai disservizi idrici registrati nella località balneare ancora una volta nei mesi di luglio e agosto, alla proposta di ridefinire i confini territoriali dei comuni, il passo è stato breve.

A scatenare il dibattito i due interventi a mezzo social del sindaco pentastellato di Augusta, Cettina Di Pietro. Con il primo, giovedì, riferendosi a “il danno e la beffa della questione rifiuti” nelle zone balneari esterne del comune, ha reso noto di aver trasmesso una nota al Prefetto per denunciarne le “gravi condizioni igienico sanitarie conseguenti al persistere degli enormi cumuli di immondizia”, aggiungendo che “una delle situazioni peggiori insiste nella zona di Agnone Bagni, laddove, per il periodo estivo, si trasferiscono migliaia di cittadini residenti nei limitrofi comuni di Lentini e Carlentini, oltre che Catania“.

Poi l’affondo del primo cittadino augustano sulla frazione, in merito alla “lotta serrata all’elusione fiscale“: “Da una serie di controlli eseguiti dalla nostra amministrazione è risultato che su circa 4.800 abitazioni censite, con contatori Enel, ne sono iscritte al Ruolo Tari di Augusta solo 4.000; ben 800 abitazioni, mediamente composte da 3 persone, significano 2.400 persone che producono immondizia ma che non sono registrate ai fini del dimensionamento del servizio e del pagamento della Tassa sulla spazzatura“. Concludendo: “Oltre al danno d’immagine che determina questa situazione al nostro Comune, che vede anche lievitare i costi per lo smaltimento dei rifiuti nei mesi estivi, si somma la beffa del deterioramento della performance di raccolta differenziata. Stiamo lavorando per trovare soluzioni idonee per risolvere il problema e limitarne i suoi effetti“.

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni dei due sindaci dei comuni limitrofi, i cui amministrati sono stati tirati in ballo. Facendo passare in sordina la successiva uscita, venerdì, di Di Pietro, contenente una ulteriore motivazione del disservizio: “Quanto accaduto è dovuto al fatto che il nuovo appalto dei rifiuti, scritto prima che questa amministrazione venisse eletta, non prevede il “porta a porta” ad Agnone: abbiamo comunque aumentato le postazioni di cassonetti differenziati in tutto il territorio ma purtroppo non è bastato. Registriamo però – ha aggiunto il primo cittadino – una proficua collaborazione con i privati di quelle zone“.

Sabato mattina è Giuseppe Stefio, neo sindaco di Carlentini, a replicare in un’intervista dell’emittente radiofonica locale Radio una voce vicina. “Il Sindaco di Augusta con le sue dichiarazioni ha voluto lanciare un grido di allarme, legato al fatto che di fatto c’è una ingovernabilità di quella parte del territorio, c’è un disservizio evidente che non può essere scaricato sulle responsabilità esclusive dei cittadini che vivono in quella zona nel periodo estivo“, ha affermato in riferimento al “caso” sollevato su Agnone Bagni.

Perché ciò sarebbe un falso clamoroso e sarebbe smentito clamorosamente dai fatti – ha quindi aggiunto – Quali sono questi fatti? Noi abbiamo un muro di Berlino in quella zona, che è rappresentato dal fiume San Leonardo: lì finisce il territorio di Augusta, dove purtroppo assistiamo a scene di inciviltà enorme, perché i cumuli di immondizia sono dappertutto. Passato il fiume San Leonardo, inizia il territorio di Carlentini e, devo essere sincero, lì sembriamo in un’altra repubblica, sembriamo nella città di Lugano. La stessa zona, proseguendo per Catania, è abitata dalla stessa popolazione che abita nel territorio di Augusta (sempre in riferimento ad Agnone Bagni, ndr) ed esattamente da carlentinesi, lentinesi e catanesi. Quindi questo sta a dimostrare che non sono i cittadini a creare quella situazione ma bensì l’organizzazione del servizio che non funziona“.

Carlentini sarebbe pronta ad “annettere” il territorio di Agnone Bagni, e il sindaco Stefio si mostra più che disponibile: “Qualora il Sindaco di Carlentini dovesse verificare che questo disagio è reale da parte del Sindaco di Augusta, sarei pronto a dire che Carlentini è pronta a ridisegnare i propri confini territoriali perché ritengo che la zona di Agnone Bagni, e la zona costiera che andrebbe a ricongiungersi con il resto del territorio di Carlentini, potrebbe rappresentare un fiore all’occhiello per la città di Carlentini. Quindi io sarei eventualmente propenso a discutere nei termini di legge e vedere come fare, eventualmente, anche per questa soluzione“.

Ieri sera, ancora più nette le dichiarazioni a mezzo social del sindaco di Lentini, Saverio Bosco, che scrive: “Ho letto le dichiarazioni della Sindaca di Augusta, Cettina Di Pietro, in merito alla situazione rifiuti del litorale di Agnone Bagni. La Sindaca accusa i cittadini di Lentini e Carlentini, residenti nelle zone di mare, del disastro ecologico che si registra da un paio di mesi“.

Bene, non volendo entrare nel merito della dichiarazione della Sindaca – afferma – mi sento di fare una proposta: chiediamo a nome dei tre comuni, Lentini, Carlentini ed Augusta, la ridefinizione dei confini territoriali. Il comune di Lentini è pronto a farsi carico delle 4.800 abitazioni del litorale, con rispettivo introito Tari, Imu, Tasi etc. e saremo ben lieti di svolgere il servizio di raccolta rifiuti“.

Il “caso” politico del Ferragosto è servito.


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