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Chiesa delle Anime Sante di Augusta: barocco “stucchevole” o ignoranza che lascia di stucco?

A numerosi abitanti o visitatori della città di Augusta sarà capitato di percorrere la centrale via Giuseppe Garibaldi e “ignorare” la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, imboccando il primo incrocio che immette su via Principe Umberto. La chiesa, sul lato sinistro della via citata, si erge imponente ma “contratta” nello spazio ristretto dell’asse viario.

L’edificio sacro è consacrato a Santa Maria della Provvidenza, ma anche a San Nicolò. La denominazione “delle Anime Sante del Purgatorio” si deve probabilmente ai compiti della originaria confraternita che vi risiedeva: l’Arciconfraternita dei Bianchi, infatti, tra i vari compiti, aveva anche quello di suffragare l’anima dei defunti. Ciò è corroborato dalla raffigurazione della Pala dell’Altare Maggiore, dove è ritratto San Nicolò e la Madonna del Suffragio che consolano le anime del Purgatorio. Oggi la chiesa ospita la Confraternita della Madonna Odigitria, raffigurata in una statua posta all’interno.

chiesa-delle-anime-sante-augusta-angoloLa chiesa è il principale monumento che rispecchia maggiormente gli stilemi del tardo Barocco siciliano nella città megarese. Essa è caratterizzata da una maestosa facciata a profilo leggermente curvilineo, che dona movimento all’architettura del prospetto, costituito da due ordini sovrapposti muniti di finti pilastri e decorazioni plastiche. Nell’ordine inferiore, coppie di paraste inquadrano due grandi nicchie ai lati del portale, e sorreggono una trabeazione elegante e convessa. In quello superiore, una finestra cantoria è inquadrata da lesene, da contrafforti a spirale all’estremità della facciata e un timpano di tipo spezzato come coronamento.

Tra le numerose decorazioni, degni di nota sono i bassorilievi alla sommità del portale e della finestra, raffiguranti ghirlande floreali, i finti capitelli degli ordini, i bassorilievi dei contrafforti. Il coronamento è una semplice torretta campanaria in stile neoclassico (che stride un po’ con la facciata), terminante in una sfera che sostiene una croce. Il portale è munito di un’artistica cancellata in ferro battuto. L’interno a navata unica è caratterizzato da una serie di colonne che disegnano gli altari ai lati, l’abside e l’Altare Maggiore, in marmi policromi.

Costruita nella prima metà del ‘700, il progetto della facciata è stato attribuito a Filippo Juvara, l’architetto messinese considerato uno dei principali esponenti del Barocco italiano, anche se opinioni e fonti sono contrastanti a riguardo. Sappiamo che nel periodo 1714-1720 l’architetto divenne di fiducia di Vittorio Amedeo II di Savoia, che in questo breve periodo aveva ottenuto anche la corona di Re di Sicilia. È da notare che rispetto alle chiese tardo barocche degli altri contesti della Sicilia sudorientale, quello della chiesa delle Anime Sante si caratterizza per uno stile “semplice” e uno sviluppo plastico delle membrature architettoniche, scevro da iperdecorativismi (a volte stucchevoli) e forse influenzato da esperienze extra isolane. Motivazioni per cui l’attribuzione a Juvara risulterebbe calzante.

Ma nonostante questo edificio sacro possa considerarsi un “gioiello barocco”, esso è praticamente ignorato dai circuiti turistici del Barocco del sudest siciliano. Le celeberrime città tardo barocche del Val di Noto hanno (giustamente) imperniato nel turismo culturale il volano di sviluppo del territorio.

I gioielli tardo barocchi e neoclassici in pieno centro storico ad Augusta, come appunto la chiesa delle Anime Sante, la chiesa di Maria SS. Assunta (matrice) e la chiesa (e Convento) di San Domenico di Guzman, attraverso opportuni interventi di valorizzazione, potrebbero costituire un percorso turistico culturale importante per la cittadina megarese, avvantaggiata dalla sua posizione geografica e dall’immenso patrimonio architettonico storico-artistico, ma sempre inabissata in “logiche politiche” che relegano la Cultura a problematica di poco conto.

Per quanto l’architettura tardo barocca possa essere considerata stucchevole e a volte patetica, rappresenta comunque lo “stile delle meraviglie”: è possibile che la città si sia stancata di meravigliarsi?

Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it


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