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Chiusura agenzia Inps di Augusta, locali da liberare entro il 31 luglio. Critiche della Cisl all’amministrazione

AUGUSTA – “Si faccia presto per salvare l’agenzia Inps di Augusta. La scadenza del 31 luglio si avvicina. Il direttore dell’Inps di Siracusa si attivi con altri enti e istituzioni presenti sul territorio per trovare una nuova sede, visto lo stallo da parte dell’amministrazione comunale di Augusta”. Questo l’appello lanciato in un comunicato congiunto dal segretario generale della Ust Cisl, Paolo Sanzaro, e dal segretario generale della Fp Cisl, Daniele Passanisi, per salvare gli uffici dell’ente di previdenza ad Augusta.

Tra poco più di venti giorni gli attuali locali dovranno essere lasciati – aggiungono i due segretari generali – con tutto quello che ne conseguirà. L’Inps di Augusta serve un bacino di utenza notevole e la sua chiusura arrecherà non pochi problemi ai cittadini e alle aziende“.

Criticano l’operato dell’amministrazione comunale: “Il sindaco di Augusta, anziché continuare a fare annunci propagandistici sui mass media, avrebbe dovuto trovare una pragmatica soluzione a questa assurda vicenda già un anno fa. Per questo ci siamo rivolti al direttore dell’Inps di Siracusa affinché contatti le altre istituzioni presenti in questa area per tentare, in ogni modo, di reperire locali adeguati ad accogliere lo sportello agenzia. Riteniamo fondamentale la presenza dell’Inps in quest’area, ma serve fare presto”.

Nei giorni scorsi, il sindaco Cettina Di Pietro aveva annunciato, sia in consiglio comunale che attraverso la sua pagina social, che “il Comune di Augusta ha la disponibilità di un locale per garantire il mantenimento, quanto meno, di un Punto Inps, quale riferimento per i cittadini di Augusta“.

Nei prossimi giorni invierò la richiesta ufficiale per stipulare la convenzione con l’Istituto nazionale di previdenza sociale – proseguiva il primo cittadino – Se sarà possibile reperire locali di dimensioni più grandi, messi a disposizione da altri enti pubblici, tenteremo in ogni modo di chiedere anche il mantenimento della sede“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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