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Come difendersi dal bullismo nei social network: iniziativa Kiwanis per gli studenti del “Ruiz”

AUGUSTA – Primissimi fermenti di civilizzazione potrebbero ancora oggi rievocare l’immagine dell’uomo uniforme al branco. La caccia prima della nascita della polis greca, le lotte dei gladiatori che precedono le avanguardie con i loro manifesti. Tutti momenti di comunicazione e condivisione sociale che si sono trasformati con la nascita del web. Nell’evolversi della specie e del suo modo di comunicare, l’antica agorà in cui ci si ritrovava andando al mercato o la nuova piazza di una grande metropoli cedono oggi il passo ai recenti spazi virtuali di facebook, instagram, twitter, whatsapp e ulteriori piattaforme di condivisione sociale.

Di cyberbullismo si è parlato questo lunedì mattina nell’aula magna dell’Istituto di istruzione superiore “Arangio Ruiz”, puntando a formare gli studenti delle prime classi su una tematica delicata come questa, presentata e proposta senza tabù per iniziativa del Kiwanis club di Augusta, presieduto da Domenico Morello, affiancato dal neo luogotenente governatore Kiwanis per la divisione Sicilia sud-est Gaetano Paolo Russotto, proponendo come relatore l’esperto Francesco Cannavà, psicologo e studioso del bullismo nelle sue varie forme.

Il seminario dal titolo “Cyberbullismo: le insidie tra le maglie della rete” è stato pensato e proposto proprio per gli studenti in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. A introdurre il tema scottante per le nuove generazioni, come per la maggior parte degli adulti ormai trasferitisi in rete, la docente Rosanna Bellistri: “È un argomento importante. La locandina lo rivela attraverso l’immagine forte di questo ragazzo a dorso nudo colpito da molti simboli del cursore. Le frecciatine, le parole pubblicate e le foto commentate o postate che feriscono i giovani e non solo, tanto quanto potrebbe fare una lama“.

Il dirigente scolastico Maria Concetta Castorina, ringraziando il Kiwanis per questo ennesimo incontro in collaborazione con l’istituto, ha offerto un contributo: “Il web è eterno e indelebile. Non basta che io cancelli foto, stati o commenti perché ciò che si trovi al suo interno venga rimosso. È dura sopportare le dinamiche della persecuzione sul web ma questa vuole essere una conferenza dinamica su come proteggersi o allontanarsi da certe situazioni di estremo disagio e negatività”.

Poi il presidente del locale Kiwanis club, Domenico Morello, ha rappresentato alle classi accompagnate dai docenti di riferimento il ruolo del Kiwanis nel mondo e in città, ricordando la ricorrenza della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia: “Si cerca di tutelare i minori e gli adolescenti anche da queste insidie virtuali. Il Kiwanis con impegno partecipa a questa tutela collaborando internazionalmente con l’Unicef. L’argomento del bullismo in rete interessa tutti, anche e soprattutto noi adulti, a tutti i fruitori attivi o spettatori passivi abituali del web”.

A seguire, il luogotenente governatore del Kiwanis, Gaetano Paolo Russotto, ha ammonito: “I cellulari ci consentono di parlare senza avere frontiere ma risulta necessario prendere pure delle precauzioni. Lo spiego attraverso una similitudine: come nel club Kiwanis alla base ci stanno i soci, così i ragazzi sono le basi del tessuto sociale e offrire postille su tutto questo può servire per poter essere, domani, cittadini migliori”.

Ha quindi esposto tali postille lo psicologo Francesco Cannavà, referente del Kiwanis club locale per il service contro il bullismo, premettendo come il contesto scolastico rappresenti uno degli ambienti più a rischio e che i ragazzi non raccontano ciò che subiscono per diversi motivi, ovvero paura, vergogna, orgoglio.

Ha delineato il profilo del bullo: “Il bullo è l’autore dell’azione visiva e denigratoria, che agisce per attirare consensi. Risponde alle proprie insicurezze con le derisioni. Gli serve una platea e una vittima che sono gli strumenti di cui si serve per agire. Il bullo prende in giro perché una persona ha magari caratteristiche distinte da quelle del gruppo. Agisce quindi in uno spazio elettronico vuoto, quello cibernetico, ma attraverso il pc si entra in uno spazio che esiste, reale nella mente di tutti“.

Spiegando l’effetto dell’interazione tra bullismo e rete: “Internet se ne frega. Internet non dorme, funziona 24 ore al giorno. Quando un bullo è stanco si va a coricare, dorme e lascia in pace la sua vittima almeno la notte, mentre internet lavora di notte e ogni immagine che contiene può andare da un Paese all’altro in qualunque momento. Lo spettatore è l’elemento fondamentale“.

Quindi Cannavà ha espresso il consiglio alla platea di studenti per frenare il cyberbullismo: “Credo che parlarne ai genitori o agli insegnati serva e sia l’unica soluzione per bloccarne il circolo. Fondamentale è anche proteggersi dalla diffusione di foto personali, in tutti e in tanti modi possibili. Il dialogo rappresenta la via d’uscita più sicura“.

Alessandra Peluso


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