Politica

Consiglio comunale sui precari/ Qui maggioranza

AUGUSTA – Il Consiglio comunale monotematico sulla situazione dei lavoratori precari del Comune, sollecitato dai consiglieri dell’opposizione e svoltosi lunedì sera, ha condensato i disagi e le tensioni vissute da 85 famiglie augustane nell’arco dell’ultimo quarto di secolo. Alla presenza in Aula, tra il pubblico, degli stessi lavoratori ex lsu, l’Amministrazione comunale ha replicato agli interrogativi posti sia dai consiglieri comunali della minoranza che dai rappresentanti sindacali invitati a intervenire.

Nel corso del dibattito, il sindaco pentastellato Cettina Di Pietro esponeva il quadro normativo di riferimento, dalla legge di stabilità nazionale già approvata alla finanziaria regionale in itinere, evidenziando le motivazioni, già anticipate a La Gazzetta Augustana.it, che impedirebbero al Comune di provvedere immediatamente alla proroga dei rapporti lavorativi dei precari.

In particolare, il Sindaco chiariva: “Non abbiamo ancora deciso, ad oggi, le modalità con le quali prorogheremo, perché vogliamo avere contezza delle cifre esatte e della possibilità di integrare i soldi; significa che non abbiamo ancora deciso non se prorogare, ma le modalità con le quali prorogare“. Spiegava inoltre che le modalità o gli scenari possibili, rispetto alle somme già stanziate in attesa dell’approvazione della finanziaria regionale e finché il Comune non venga autorizzato a partecipare alla spesa, sarebbero alternativamente la proroga fino alla fine dell’anno riducendo ulteriormente il monte ore oppure la proroga con un monte ore inalterato fino ad esaurimento delle risorse regionali ma con l’incognita del post.

Dopo circa quattro ore di dibattito, con alcuni interventi degli stessi precari, il Consiglio comunale ha prodotto due documenti diversi, uno proposto dall’opposizione e uno redatto dalla maggioranza pentastellata.

Con una nota successiva, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle guidato da Mauro Caruso, ribadendo la posizione espressa in Aula dal Sindaco, riferisce: “Cerchiamo di spazzare via qualsiasi illazione addossataci da parte di coloro che hanno messo in giro notizie false, alimentando incertezza e inasprendo animi già tesi, facendo passare un messaggio tanto grave quanto pericoloso, ovvero che questa Amministrazione era intenzionata a non eseguire la proroga con conseguente licenziamento dei lavoratori; saremmo dei folli al solo pensare che si possa gestire un Comune senza la collaborazione e il lavoro di 85 dipendenti; chi dice il contrario è in piena malafede e lunedì sera, purtroppo, ne abbiamo percepita parecchia“.

Quindi, un appello: “Chiediamo infine ai lavoratori di farci partecipi; le ruggini che possono essersi create probabilmente per incomprensioni non giovano alla causa; noi siamo qui per le cose giuste e per dare valore e dignità a chi, dopo 25 anni, resta un motore amministrativo troppo importante e vitale per la ripresa del Comune ma soprattutto per la rinascita della città di Augusta“.

Martedì sera, intanto, è giunta da Palermo la notizia che l’articolo 8 della finanziaria, quello relativo alle disposizioni in materia di autonomie locali, sarebbe stato accantonato e andrebbe verso la riscrittura, dilatando i tempi di approvazione della legge. A riguardo, il gruppo parlamentare del M5s all’Ars ha commentato: “Il cosiddetto “emendamento Capodicasa”, relativo al personale precario degli enti locali in dissesto finanziario, approvato nella legge di stabilità 2016 nazionale, ha in realtà creato un problema non indifferente ai Comuni già in difficoltà; infatti, prevedendo la copertura “integrale” degli oneri da parte della Regione, ha di fatto tolto la possibilità agli enti locali di contribuire a coprire la spesa con proprie risorse e la conferma ci è stata data dal dipartimento Finanza locale del ministero dell’Interno; quindi, se la Regione non coprirà integralmente gli oneri, i Comuni saranno costretti a ridurre le ore al personale e, considerato che nei casi di Augusta e Bagheria non vi è personale in esubero, questo porterebbe un danno non solo al personale, ma anche al buon funzionamento degli uffici“.

I parlamentari regionali pentastellati hanno annunciato, infine, che depositeranno un ordine del giorno per impegnare il Governo regionale a interloquire con il ministero competente, al fine di chiarire l’interpretazione dell’articolo 1 della legge di stabilità 2016, e a permettere ai Comuni dissestati di contribuire con risorse proprie alla copertura dei costi per i precari.


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