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Debito fuori bilancio approvato da consiglieri M5s, Triberio: “Tasse ai massimi per volare via in parcelle e risarcimenti”

AUGUSTA – Si è concluso il recente “tour de force” agostano del Consiglio comunale, riunito ripetutamente nei giorni scorsi tra rinvii per mancanza sopraggiunta del numero legale, che ha visto anche l’approvazione di un debito fuori bilancio da parte dei presenti della maggioranza M5s e del consigliere di opposizione Giuseppe Schermi, ex assessore pentastellato al Bilancio.

Il debito è relativo a una sentenza della Corte d’appello di Catania del 12 febbraio 2015, rilasciata in forma esecutiva il 24 maggio 2016 e passata in giudicato, che condanna il Comune al pagamento di 37.456 euro (risarcimento di 25.920 euro, più interessi legali e spese processuali) in favore di un ex dipendente. Un debito che, come da recente sentenza del Tar di Catania che ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore (con ulteriore condanna del Comune alle spese di giudizio di 2 mila euro), non può essere ricompreso tra quelli rientranti nella massa passiva dell’Ente, oggetto del dissesto, dal momento che l’Osl (Organo straordinario di liquidazione) è competente esclusivamente per i fatti e atti antecedenti il 31 dicembre 2014.

Il consigliere comunale di opposizione Giancarlo Triberio, vicepresidente della commissione Bilancio, evidenzia che, a suo dire, “l’amministrazione 5 Stelle fa approvare ai suoi più “utili” consiglieri, in piena solitudine e con significative defezioni fra le loro fila, un debito fuori bilancio che poteva e doveva essere evitato almeno nel suo ammontare“, parlando di “tasse ai massimi per volare via in parcelle e risarcimenti“.

Il consigliere di Articolo uno – Mdp accusa politicamente il primo cittadino pentastellato, prendendo spunto dalla sua relazione annuale in aula: “Far lievitare da circa 25 mila a più di 40 mila euro il risarcimento dovuto in seguito a una condanna in appello, cercando di farsi scudo della dichiarazione di dissesto che il Tar ha disconosciuto sentenziando l’aggravamento della posizione debitoria con spese legali e interessi: è questo il risultato del risanamento dei conti sbandierato dalla sindaca Cettina Di Pietro? È così che vanno a finire le tasse comunali che l’amministrazione a 5 Stelle ha bloccato ai massimi di legge, in una città piegata da crisi economica e disoccupazione?“.

Prosegue sul dissesto finanziario deliberato due anni fa: “L’amministrazione grillina del dissesto finanziario proclamato a fine luglio 2015 su conteggi quantomeno affrettati, per non dire mirabolanti, alla vigilia di questo Ferragosto, sotto rischio commissariamento, ha costretto gli eletti nella lista del Movimento 5 stelle a votare il primo di una serie di debiti fuori bilancio, del cui ammontare totale nessuno dell’amministrazione è ancora in grado di indicarne nemmeno l’importo orientativo“.

Infine ironizza: “Magari la giunta Di Pietro-Garozzo-Giarrusso intende aspettare la prossima afa estiva per far conoscere a consiglieri e cittadini quanto ancora il Comune deve sborsare per contenziosi che lo vedono soccombente certo. Nessun amministratore, né autoctono né forestiero, di nuova o vecchia importazione, ha tuttora spiegato i criteri secondo i quali per alcuni debitori si può procedere con una transazione, mentre con altri si resiste a oltranza col rischio, come in questo caso, di far lievitare risarcimenti e parcelle professionali. A causa di questa amministrazione arrogante e approssimativa gli augustani non solo hanno le tasche vuote, ma ora cominciano ad averle anche rotte“.


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