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Disservizio idrico rientrato, proseguono le polemiche. Lo sfogo del sindaco

AUGUSTA – Il grave disservizio idrico che ha afflitto residenti, commercianti, scuole dell’Isola da domenica a ieri, giovedì, ha arrecato notevoli disagi e generato aspre critiche, che proseguono anche nella prima giornata in cui il problema sembra essere risolto. Infatti il pozzo comunale ai giardini pubblici, dopo i prolungati lavori di riparazione eseguiti dalla ditta, è tornato a servire l’utenza del centro storico.

È il sindaco Cettina Di Pietro ad aprire una nuova giornata di polemiche, attraverso la pubblicazione di post e foto sulla sua pagina social, con cui denuncia di aver trovato “le ruote anteriori della mia macchina bucate“. Commenta: “Augusta è una città da anni piena di problemi ma non ho mai assistito a tante manifestazioni di odio nei confronti di un’amministrazione, neppure quando il paese ha dovuto subire l’onta dello scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose. “Andiamoci a lavare a casa del Sindaco “, “incapaci dimettetevi” le frasi più “delicate“ utilizzate ieri contro di noi. Chi alimenta odio dandomi anche della “fascista” adesso deve sentirsi la responsabilità di quello che ho subito stamattina“.

Prosegue nello sfogo “social”, affermando: “Si è trattato solo di un guasto alla pompa di un pozzo! Non ho rubato, né intascato mazzette. Ho soltanto cercato di risolvere il problema, e infatti stamattina l’acqua è tornata. Invito tutti ad una sana riflessione. Abbassiamo il livello dello scontro politico e smettiamola di sguazzare in imprevisti come il guasto di un pozzo per biechi attacchi politici“.

Sul disservizio idrico, interviene questa mattina Marina Noè, presidente di Assoporto Augusta: “La gestione dell’acqua “prende fuoco” ad Augusta, crisi idrica senza precedenti. Non sono il clima né la mancanza di piogge la causa della crisi idrica di questi giorni ad Augusta, ma gli anni di incuria e d’indifferenza da parte delle istituzioni responsabili. Ora si aggiunge il caso paradossale che chi deve agire in emergenza lo fa con ritardo e in silenzio, lasciando che a pagare il conto siano i cittadini e gli operatori portuali e commerciali che hanno visto i rubinetti a secco senza alcun preavviso“.

E si vorrebbe anche tacitare l’unica cosa che è rimasta alla gente: chiedere la tutela dei propri diritti e il rispetto delle regole – prosegue, con probabile riferimento alle polemiche giunte dal fronte dell’amministrazione sul comitato spontaneo di cittadini che ha presentato un esposto ieri – Ci chiediamo se lo spirito del cambiamento arriverà mai anche ad Augusta”.


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