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È il “Ruiz” di Augusta la scuola più “interculturale” d’Italia

AUGUSTA – È l’Istituto d’istruzione superiore “Arangio Ruiz” di Augusta la scuola più “interculturale” d’Italia del 2018. A decretarlo è stata l’associazione “Intercultura“, che dal 1955 in Italia promuove scambi tra studenti e scuole di 65 Paesi in tutto il mondo, con l’obiettivo di diffondere la cultura della pace e della fratellanza.

Infatti, in occasione del suo 71° congresso nazionale svoltosi a Matera, il 10 e l’11 novembre scorsi, Intercultura ha insignito il “Ruiz” della “Menzione d’onore“, riconoscendola come “scuola di eccellenza” nell’ambito degli scambi interculturali, dopo aver esaminato le candidature delle diverse scuole italiane segnalate.

Il premio è stato consegnato dalla presidente del Consiglio d’amministrazione di Intercultura, Alda Protti, dal segretario generale Andrea Franzoi e dai componenti del Consiglio stesso, a Stefania Anfuso, docente del “Ruiz” e volontaria dell’associazione.

Qui di seguito il testo della Menzione d’onore: “Il Consiglio di amministrazione, volendo riconoscere pubblicamente una scuola che negli anni sia stata vicina ad Intercultura, ne abbia condiviso gli ideali di internazionalismo ed abbia collaborato a realizzare scambi di alunni o di classi, attribuisce questo riconoscimento a una scuola di Augusta, l’Istituto superiore Arangio Ruiz, che, con l’attivo sostegno di dirigente e insegnanti, da molti anni promuove l’internazionalizzazione e incoraggia la partecipazione degli alunni a scambi e attività interculturali, ospitando numerosi studenti stranieri, sostenendo attivamente i progetti di Intercultura e tutto quanto valorizza e approfondisce il significato dei rapporti internazionali tra scuole“.

Particolarmente soddisfatta la dirigente scolastica, Maria Concetta Castorina, che ha dedicato il premio “ai docenti del suo istituto che, anche grazie alla collaborazione con i volontari del Centro locale Intercultura di Augusta, credono e promuovono il valore del dialogo interculturale; a tutti gli studenti, che partecipano in numero crescente agli scambi studenteschi; e alle loro famiglie che vedono nelle esperienze di studio all’estero e nell’ospitalità di studenti stranieri un’opportunità di crescita per i propri figli“.


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