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Emissioni zona industriale, la proposta: il sindaco con ordinanza imponga il “controllo in continuo”

AUGUSTA – Una proposta per incrementare i controlli delle emissioni in atmosfera degli impianti della zona industriale di Augusta, Priolo e Melilli. Arriva, nella forma della lettera formale al sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, da parte delle associazioni ambientaliste “Augustambiente“, presieduta da Sandra Bianco, e “Decontaminazione Sicilia“, presieduta da Luigi Solarino.

Vengono esposte ciò che definiscono “serie preoccupazioni derivanti dalla presenza nel territorio di Augusta di discariche di rifiuti anche speciali, e di industrie, fra le quali un inceneritore, che la letteratura scientifica classifica come produttore per eccellenza di organoclorurati (diossine, dibenzofurani, esaclorobenzene e Ipa)“, rilevando inoltre come “nel nostro territorio si registra un elevatissimo numero di nati malformati e di decessi per tumore, l’elenco di questi ultimi, registrato dall’arciprete Palmiro Prisutto e letto il 28 di ogni mese durante la messa serale” e che “le varie industrie scaricano inquinanti che ammorbano l’aria rendendola irrespirabile e pericolosa per i cittadini“.

Le due associazioni richiedono al sindaco Di Pietro, in quanto “massima autorità locale per la salute dei cittadini“, di emanare un’ordinanza che “prescriva l’impiego del controllo in continuo e non quadrimestrale degli scarichi atmosferici delle varie industrie, compreso l’inceneritore Gespi per rifiuti anche ospedalieri provenienti da tutta Italia che opera a circa 2 km dal centro urbano di Augusta“.

Una critica mossa nei confronti degli attuali controlli quadrimestrali previsti dalla legge è che la data di esecuzione di tali controlli sarebbe “nota alle industrie diversi giorni prima della loro attuazione” e pertanto non sarebbero “significativi, in quanto le industrie hanno il tempo di organizzarsi per dette prove in modo che i controlli possano dare valori a loro più favorevoli“.

A detta di Bianco e Solarino, sarebbe possibile emettere una simile ordinanza sul modello di analoghe ordinanze emesse in Lombardia, “secondo la normativa nazionale Aia (Autorizzazione integrata ambientale) che può rendere obbligatorio il campionamento in continuo delle diossine per il loro controllo“.

Infatti in Lombardia – precisano in conclusione – si prescrive nell’Aia il campionamento in continuo di PCDD/F (diossine e dibenzofurani), specificando che: l’analisi mensile di PCDD/F, prelevati dal sistema di campionamento in continuo, deve essere relativa a campioni di almeno 15 giorni; in caso di fermo impianto, sono ritenuti validi i campioni relativi a periodi inferiori a 15 giorni. Il mancato campionamento mensile deve essere motivato e segnalato all’autorità competente al controllo. Successivamente alla messa a regime del sistema di campionamento in continuo di PCDD/F, i campionamenti periodici discontinui (quadrimestrali previsti dal d. lgs. 133/05) saranno sostituiti da quelli mensili (continui)“.

(Foto in evidenza: generica)


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