Politica

Ex convento di San Domenico, Diem25: “Silenzio amministrazione fa temere la fine del Faro S. Croce”

AUGUSTA – Sono trascorse due settimane dalla proposta sull’ex convento di San Domenico lanciata al municipio, in occasione della presentazione di un libro, dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, Andrea Annunziata, alla presenza tra gli altri dell’assessore alla cultura Giusy Sirena. Come propose anche Assoporto Augusta diversi anni fa, l’idea sarebbe quella di destinare locali dell’ex convento, chiuso dopo l’ultimo intervento di ristrutturazione risalente al 2010, ad uffici dell’Adsp.

Abbiamo aspettato invano una presa di posizione ufficiale dell’Amministrazione M5s“, afferma in una comunicato di alcuni giorni addietro il collettivo Diem 25, di cui il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Schermi è portavoce. “Questo silenzio assordante ci fa temere il peggio – prosegue il comunicato –, ovvero che ci sia già un accordo per “espropriare” alla Città un altro pezzo della memoria e dell’identità augustana, come purtroppo già accaduto col compendio del faro di capo Santa Croce, sottratto alla possibile valorizzazione pubblica per farne hotel di lusso per chi se lo può permettere“.

Per Diem25 e il consigliere Schermi si dovrebbero prevedere le seguenti destinazioni d’uso: “Chiediamo a questa amministrazione di mantenere fede all’indirizzo già intrapreso dall’ex assessore al Patrimonio, e ora nostro portavoce in consiglio comunale Giuseppe Schermi, per progettare l’uso culturale del Convento, luogo naturalmente vocato a sede dell’Archivio storico, della biblioteca comunale, della Commissione di storia patria, del Museo civico e magari di un museo dell’arte sacra nell’ala limitrofa alla chiesa e che già custodisce il carro di San Domenico. Uno spazio multimediale per laboratori culturali a disposizione delle tante associazioni che chiedono una sede stabile in cui riunirsi e di cui tanto la Città ha bisogno per rilanciare il proprio sviluppo turistico-economico“.

Il comunicato di Diem25 contiene una proposta su un altro bene monumentale, l’Hangar per dirigibili, interdetto da due anni alla fruizione pubblica: “Registriamo altresì con soddisfazione l’interesse dell’Autorità portuale ad investire nel patrimonio monumentale della Città, ed a questo proposito richiediamo all’Amministrazione comunale, per il tramite del suo rappresentante in Comitato esecutivo, di impegnare l’Autorità portuale ad acquisire e recuperare il compendio dell’Hangar dirigibili, così da restituirlo alla pubblica fruibilità, magari come sede stabile per il Museo della Piazzaforte, e quale atto di compensazione per l’incidenza del polo petrolchimico sul nostro territorio. Giova ricordare infatti che gli oltre euro 250 milioni accumulati in bilancio sono in larga parte frutto delle tasse portuali sui prodotti petroliferi“.


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