News

Gli aspetti nascosti della Grande Guerra in una conferenza Cssma-Unuci

AUGUSTA – È stata preceduta da un minuto di raccoglimento in memoria del concittadino maresciallo Andrea Fazio, elicotterista della Marina militare deceduto in servizio il 5 aprile e del quale proprio la mattina in chiesa Madre si erano svolti i funerali di Stato (vedi articolo e riprese), la prima conferenza dell’anno programmata dal Centro studi storico militari Augusta (Cssma), e organizzata assieme alla sezione Unuci di Augusta, che ha messo a disposizione i locali di via XIV Ottobre.

Tema dell’incontro culturale ancora la Prima guerra mondiale, con relazioni relative agli “aspetti nascosti”, quelli poco conosciuti ed appassionanti del conflitto visto dalla parte dell’Italia. I lavori sono stati avviati dai saluti dei presidenti rispettivamente del Centro studi, Vittorio Sardo, e della sezione Unuci di Augusta, Enzo Italia. Quindi, presentati e moderati da Fabio Nuzzaci, vicepresidente del Cssma, sono intervenuti i tre relatori della serata.

Il primo intervento ha avuto per tema “La giustizia militare nella Grande Guerra” ed è stato tenuto con dovizia di particolari, immagini e rigore ricostruttivo da Francesco Paci, componente del Centro studi e già collaboratore del Museo della Piazzaforte. Dopo una disamina della normativa del tempo e dei vari severi provvedimenti disciplinari (compresa la pena di morte) adottati successivamente dagli alti comandi italiani nei confronti delle truppe, è stata in particolare tratteggiata la vicenda della Brigata di fanteria “Catanzaro” nei confronti della quale fu adottata, dopo la sua rivolta del 15 luglio 1917, la tragica sanzione della decimazione.

Il secondo intervento è stato curato da Sebastiano Ponzio, ammiraglio in congedo, socio Unuci e componente del Cssma, che ha discusso sul tema “Guerra di spie: il fronte italiano”, che ha tratteggiato con esposizione calibrata ed avvincente, anche con l’ausilio di immagini, la storia delle attività di spionaggio austriache nel nostro territorio e, dopo, anche all’estero, le conseguenze che ne derivarono in termini di perdite per l’Italia, quali i noti sabotaggi con affondamento in porto delle corazzate “Benedetto Brin” il 27 settembre 1915 nel porto di Brindisi e “Leonardo Da Vinci” il 2 agosto 1916 nel mar Piccolo di Taranto. È stata ricordata la leggendaria azione di controspionaggio da allora denomina il “colpo di Zurigo”, con il quale un gruppo di agenti italiani al comando del capitano di corvetta Pompeo Aloisi riuscì a venire in possesso dei nominativi dell’intera rete di spionaggio austriaca operante in Italia.

L’ultimo intervento dal titolo “Il ruolo delle donne nella Grande Guerra” è stato tenuto da Piero Monticchio, componente del Cssma e già collaboratore del Museo della Piazzaforte. Il relatore, dopo una premessa generale sulla condizione della donna in relazione al censo di appartenenza, sotto il profilo giuridico, sociale e del costume agli inizi del Novecento, ha affrontato con rigore tutti i vari aspetti che hanno visto le donne impegnate nell’impresa bellica. È stata rimarcata anche attraverso eloquenti dati l’importanza insostituibile delle donne, nel mondo del lavoro (industriale ed agricolo) e direttamente sul campo di battaglia. Al riguardo, una parte conclusiva della relazione è stata dedicata alle nobili ed eroiche vicende delle Infermiere volontarie della Croce rossa italiana e delle valorose “portatrici carniche”. Toccante, in ultimo, il ricordo di Maria Bergamas, la madre di un combattente disperso, che nella Basilica di Aquileia, tra undici bare di caduti senza nome, scelse quella che da allora è divenuto il Milite ignoto custodito all’Altare della Patria a Roma.


In alto