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Gli augustani di Sulidarte tornano a Leontinoi con un recital dedicato a “Le rane” di Aristofane

AUGUSTA – Versi brevi e striduli, “brekekekèx koàx, koáx!”, suscitano ancora, nella modernità, il riso con cui la commedia antica intendeva salvare le sorti della tragedia da un tempo di crisi. Così, dopo un paio di settimane di prove intense e a un anno dal debutto con la Fedra di Seneca, l’associazione culturale “Sulidarte” presieduta da Elena La Ferla è stata di nuovo ospite del Parco archeologico di Leontinoi, in territorio di Carlentini, nel tardo pomeriggio di venerdì 19 maggio, questa volta portando in scena Le rane di Aristofane.

L’associazione augustana ha accolto l’invito del Polo archeologico di Lentini, della Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa e dell’Archeoclub di Carlentini a presentare e commentare la commedia che il mese prossimo animerà il Teatro Greco di Siracusa. Per il 53° ciclo delle rappresentazioni classiche, infatti, è in programma dal 29 giugno al 9 luglio proprio la catarsi de Le rane di Aristofane, con la singolare e attesa performance dei comici palermitani Ficarra e Picone.

Al Teatro greco Le rane sono state rappresentate precedentemente due volte: la prima rappresentazione si è tenuta nel lontano 1976, la seconda nel 2002 per la regia di Luca Ronconi. Quindi, prima della “terza” al Teatro greco, grazie al gruppo di attori augustani, l’attrice Amelia Martelli (nel ruolo di Dioniso) e i due allievi attori Mariarita Zappalà (nei panni di Euripide) e Giorgio Italia (a interpretare il servo Xantia), guidati dalle docenti Alessandra Traversa, Elisabetta Lombardo e Giusi Centamore, si è avuta un’anticipazione della celebre commedia in un altro scenario suggestivo, tra i resti dell’antica colonia greca di Leontinoi. Essenziali i costumi, composti da sacchi di iuta, tra gli strumenti musicali un bastone della pioggia e due chitarre, per accompagnare il coro iniziale.

La docente Alessandra Traversa ha puntualizzato le finalità dell’iniziativa, grazie al rinnovato invito dell’Archeoclub di Carlentini: “Il progetto di questa rappresentazione teatrale nasce dal nostro desiderio in quanto membri di “Sulidarte” di occuparci di cultura a tutto tondo e dal nostro rapporto forte e costante con il mondo della tragedia e della commedia antica, dunque con il nostro gemellaggio con il teatro antico di Siracusa. Intendiamo con ciò dare qualche delucidazione in più su ciò che a breve sarà messo sulla scena“.

Mentre l’attrice Amelia Martelli, entrando nel merito del recital, ha spiegato: “Abbiamo voluto rielaborare a modo nostro la commedia per renderla fruibile a un’ampia fetta di pubblico e dunque non solo per gli studiosi del mondo antico e per gli addetti ai lavori. Abbiamo recuperato da alcuni dialoghi quello che è un po’ il filo conduttore del viaggio compiuto da Dioniso. Non c’è un richiamo preciso a un’epoca ma un richiamo al verso del quax quax che Romagnoli ha inventato e analizzato perfettamente, noi lo rievochiamo con l’aiuto della musica, del bastone della pioggia che ricorda lo scricchiolio delle foglie e delle pietre calpestate“.

A chiusura della manifestazione, la presidente dell’associazione Elena La Ferla ha annunciato che il recital verrà riproposto alla “festa urbana” che animerà gli antichi ronchi di Augusta i prossimi sabato 27 e domenica 28 maggio. Dopo aver ricevuto attestati-ricordo e omaggi floreali, l’associazione ha voluto donare al presidente dell’Archeoclub di Carlentini Alfredo Sgroi, che ha promosso e introdotto la serata, il calendario prodotto quest’anno dedicato a “La bella Augusta”.

Alessandra Peluso


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