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Hotspot ad Augusta, sbarchi ai minimi ma cantiere al via. E il sindaco, pungolato, annuncia “importanti novità”

AUGUSTA – Gli sbarchi di migranti sono ai minimi nell’ultimo lustro ma a fine agosto sarebbe stato allestito il cantiere per la realizzazione del famigerato “hotspot” (classificato come Cpsa, Centro di primo soccorso e accoglienza) sulla banchina del porto commerciale megarese.

Come noto, i lavori da 2,2 milioni di euro per la realizzazione della struttura sono stati consegnati dalla Prefettura tra maggio e giugno e sembrava che il cantiere fosse già partito, poi il silenzio. L’hotspot sorgerebbe accanto alla palazzina sede dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale e dovrebbe sostituire, almeno per il prossimo biennio, la tendopoli esistente nell’area contigua da quattro anni.

Dall’inizio dell’anno ad oggi, 13 settembre, secondo dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza, sono sbarcati nei porti o litorali italiani 20.343 migranti (“solo” 12.322 sulla rotta libica), a fronte dei 100.313 del 2017 e 127.931 del 2016, nello stesso periodo. Inoltre, al porto di Augusta ne sono sbarcati 2.478, terzo porto più interessato dopo quelli di Pozzallo e Catania.

L’immigrazione è ormai diventato tema principe di confronto e scontro politico, a Bruxelles e a Roma, come ad Augusta. Diversi gli interventi di esponenti politici locali contro la realizzazione dell’hotspot registrati nel corso dell’estate (da Fratelli d’Italia a Diem25), con diversi appelli a fermare l’opera al neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che nella sua visita elettorale in città, lo scorso novembre, aveva scandito al megafono lo slogan “no hotspot”.

Questo pomeriggio il sindaco pentastellato Cettina Di Pietro ha annunciato, a sorpresa, a mezzo social network, che lunedì 17 settembre, alle 12, si terrà una conferenza stampa al municipio alla presenza del sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, anch’egli del M5s, “per comunicare, alla cittadinanza, importanti novità sul tema dell’Hotspot di Augusta“.

Nella mattinata, attraverso un comunicato, l’ex parlamentare regionale, il siracusano Vincenzo Vinciullo, nel rinnovare l’appello per “fermare” l’hotspot al ministro Salvini, aveva pungolato proprio il sindaco Di Pietro sostenendo che “inspiegabilmente, in tutta questa vicenda, è diventata silente e taciturna il Sindaco della città di Augusta, che fino a qualche mese fa la pensava esattamente come me“.

Non abbiamo capito a che cosa è dovuto questo suo silenzio – aveva aggiunto Vinciullo – forse perché, folgorata sulla strada di Damasco, ora condivide la realizzazione dei centri di primo soccorso in Italia, oppure se la presenza di un suo compagno di partito al Ministero delle Infrastrutture, quello che ha dirette responsabilità sul porto commerciale di Augusta, le ha fatto perdere la voce“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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