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I semi come base alimentare, origini e proprietà benefiche in una conferenza Rotary-Unitre

AUGUSTA – Nell’aula magna dell’Istituto superiore “Arangio Ruiz” si è tenuta lo scorso giovedì, 16 marzo, un’interessante conferenza sull’importanza nutrizionale dei semi, organizzata dal Rotary club di Augusta per i soci dell’Unitre, la “Università delle tre età”, presieduta da Giuseppe Caramagno. Il presidente del Rotary club cittadino Giuseppe Pitari ha, in fase di presentazione dell’incontro, riferito del suo impegno nella direzione della ricerca biomedica traslazionale, che consente l’individuazione di molecole e principi attivi per la creazione di nuovi farmaci e terapie in grado di ridurre le patologie e migliorare il benessere dei pazienti. Poi, per introdurre il merito della conferenza e sottolineare l’attenzione che la comunità internazionale rivolge al tema, ha ricordato che proprio lo scorso anno era stato proclamato, dall’Assemblea generale dell’Onu, anno internazionale dei legumi.

Quindi è intervenuta l’esperta, la giovane augustana Carmela Patania, erborista tradizionale, che ha esposto l’argomento trattandolo dai punti di vista antropologico, economico e salutista, fin dall’antica origine dell’uso dei semi. Ha ricordato che rappresentano una base alimentare rilevante nella storia dell’uomo, sia perché presenti in natura senza alcun intervento umano sia perché fonte nutrizionale con innumerevoli proprietà benefiche, citando il mandorlo, il miglio, il sesamo. Dal punto di vista economico, ha menzionato i semi di carrubo, chiamati appunto “carati“, che, per la loro uniformità di peso, nell’antichità venivano utilizzati per pesare oggetti d’oro e di valore. Dal punto di vista prettamente erboristico, si è soffermata sui semi carminativi tipici dei territori meridionali tra cui l’anice, il cumino e il coriandolo. La loro assunzione quotidiana apporterebbe importanti benefici psico-fisici all’individuo. Urgono invece, secondo la Patania, “alla luce di questa società sempre più esterofila“, la salvaguardia e la diffusione dei semi autoctoni, cruciali per preservare la cucina di ogni popolo e quindi anche la sua storia e la cultura.

Non è potuto essere presente l’altro relatore annunciato, Pietro Lo Cascio, esperto nelle ricerche di identificazione delle specie vegetali e animali nelle piccole isole del Mediterraneo. Comunque, attraverso una carrellata veloce di diapositive sviluppate da Lo Cascio e lette al pubblico da Carmela Patania, si è illustrata la peculiarità dei semi di spostarsi e arrivare in territori anche molto lontani rispetto a quelli d’origine.

Su un tema strettamente connesso a quello dell’alimentazione, assai mediatico ma raramente trattato in modo coerente e “laico”, al “Ruiz” si è potuto assistere ad un incontro che ha stuzzicato l’interesse della platea, riuscendo a coniugare la precisione scientifica allo scopo divulgativo.


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