News

Il caso del depuratore di Augusta in onda su Raitre. Rolle: “Situazione confusa, fatta gara per accertamenti”

AUGUSTA – Giovedì 15 febbraio, ore 12,20, su Raitre, nella rubrica di approfondimento “Fuori Tg”, condotta da Maria Rosaria De Medici, l’argomento trattato è stato significativamente intitolato “Fogneammare”, che riecheggia il titolo di un premiato film documentario sugli sbarchi di migranti a Lampedusa (Fuocoammare), per trattare la carenza di depuratori in Italia e, particolarmente, in Sicilia.

Presente, nello studio di Roma, il commissario unico nazionale per la Depurazione, Enrico Rolle, entrato in carica nel giugno del 2017 per restare, salvo proroghe, per tre anni; in quello di Palermo, Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

La puntata è stata divisa in due parti: la prima sul gravissimo problema di Augusta, la seconda a Palermo. Nella parte dedicata ad Augusta sono state mandate in onda alcune delle interviste realizzate da Pier Damiani D’Agata, circa tre settimane fa, come raccontato allora da La Gazzetta Augustana.it (vedi articolo). D’Agata non ha mostrato immagini inedite, avendo altre emittenti nazionali già documentato la mancanza di depuratore e lo stato dell’inquinamento delle spiagge del litorale, in primis la cala Paradiso e la caletta del lungomare Rossini, quella poco sotto una stazione di rifornimento per auto.

Le interviste di D’Agata, invece, erano inedite, come quelle realizzate sulla scogliera di Brucoli, la frazione marinara con baia e fiordi incantevoli, ma inquinati. A Brucoli era stato costituito un comitato popolare che aveva presentato un esposto alla Procura sulla mancata realizzazione del depuratore e l’esistenza di oltre venti scarichi fognari a mare. Il gip ha poi parzialmente archiviato le posizioni di politici e tecnici nei confronti dei quali era stato ipotizzato il reato di omissione di atti d’ufficio, sia per intervenuta prescrizione sia per mancanza di prove sufficienti a individuare precise responsabilità. Invece, in accoglimento delle richieste dei difensori del comitato, ha disposto che la Procura svolga un supplemento di indagine con una perizia sullo stato di salute delle acque di Augusta e Brucoli, proprio per stabilire se vi è stata la consumazione del reato di disastro ambientale, ipotesi ben più grave rispetto a quanto previsto dalla precedente normativa. Si attende ora l’esito della perizia disposta dalla Procura.

La situazione oggi è talmente “confusa“, nonostante i 33 milioni deliberati dal Cipe per la realizzazione del depuratore di Augusta, che, come ha riconosciuto il commissario ad acta Rolle, per tentare di capire qualcosa, è stata esperita una gara d’appalto per “accertamenti, rilievi“, per un importo di 131 mila euro o poco più, soltanto per appurare lo stato delle cose, prima ancora di poter pensare a progettare il depuratore o addirittura più depuratori.

Ecco la puntata della rubrica del Tg3 “Fuori Tg” trasmessa oggi.


In alto