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Il furto dei pc non ferma il commissario, convocato il consiglio sul bilancio

AUGUSTA – Il furto dei computer alla Ragioneria del Comune di Augusta (vedi articolo) non ferma il commissario ad acta per il Bilancio. Il funzionario inviato dalla Regione, Angelo Sajeva, ha convocato il 19 novembre la riunione di consiglio comunale per approvare il “Documento unico di programmazione triennio 2017/2019“. Da quel momento – avverte la stessa lettera di convocazione – i consiglieri avranno 30 giorni di tempo per approvare il bilancio di previsione triennale. Dopodiché il commissario “provvederà in via sostitutiva“, facendo scattare “l’applicazione delle sanzioni previste dall’Ordinamento enti locali“.

La comunicazione porta la data del 2 novembre. Cioè pochi giorni dopo l’intrusione negli uffici municipali, avvenuta fra il 30 e il 31 ottobre, che ha portato alla sparizione di due unità hardware e di un portatile in dotazione al capo del settore Finanze. Se l’obiettivo dei ladri fosse stato quello di colpire l’Ente – come un post della sindaca Cettina Di Pietro lascia intravedere – il tentativo è andato a vuoto. Il commissario ad acta ha proseguito senza intoppi, grazie anche al fatto che la banca dati centrale ha conservato integralmente i documenti ufficiali contenuti nei pc.

Ad essersi volatilizzata, semmai, potrebbe essere la possibilità di ricostruire eventuali passaggi burocratici di determinati atti. Ma, in genere, si tratta di “cronistorie” utili solo quando ci sono indagini giudiziarie, mentre non hanno alcuna incidenza concreta nell’attività ordinaria. Se la “manina” voleva fermare il Comune, poteva perciò risparmiarsi la fatica. Perché non solo il funzionario regionale è andato avanti come se nulla fosse, ma è la stessa amministrazione comunale che dà la sensazione di mettersi da sola i bastoni fra le ruote quando si tratta di bilanci.

Almeno, questa è l’opinione di Giuseppe Schermi, già assessore al Bilancio nella prima giunta Di Pietro, e ora consigliere d’opposizione con Diem25. L’ex grillino era rimasto in silenzio quando si è aperto lo scontro fra il collegio dei revisori e il suo successore nella rubrica, Giuseppe Canto. Una contesa con spunti aspramente polemici, proprio sulla completezza della documentazione necessaria ad esprimere il parere da allegare allo strumento finanziario.

Adesso però, con la convocazione commissariale già pronta, Schermi solleva la questione di una giunta che si è auto-paralizzata.”È verosimile che l’amministrazione Di Pietro finisca il suo mandato senza un solo bilancio politico“, dichiara l’ex assessore al ramo, cacciato nel settembre 2016 perché “remava contro“. La sua rubrica è rimasta per quasi un anno nella mani della sindaca, prima che nell’agosto 2017 finisse nella mani dell’allora capo dei revisori al Comune di Siracusa.

Undici mesi di interim sindacale non hanno prodotto nulla, col risultato di creare un ritardo che adesso appare incolmabile“, considera Schermi. Il quale spiega che “se al commissario unico per 4 bilanci dovesse riuscire la missione impossibile, il primo bilancio programmatico del M5s sarà quello del 2019, da approvarsi entro dicembre salvo le consuete deroghe a febbraio/marzo“. Sempre se tutto fila liscio. Perché, “se da buon ispettore del servizio controlli Enti locali dovesse riscontrare qualche possibile irregolarità, c’è la possibilità concreta che, di commissario in commissario, l’amministrazione 5 Stelle arrivi al 2020 senza aver mai battezzato un bilancio tutto suo“.

(Nella foto in evidenza: sede ufficio Ragioneria del Comune)


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