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Il futuro del Castello svevo di Augusta in un convegno, aspettando il dissequestro

AUGUSTA – Ieri pomeriggio si è tenuto nella sala conferenze di Palazzo Zuppello un interessante incontro sul tema “Il Castello e le opere fortificate di Augusta“, promosso dall’Istituto italiano dei castelli. Moderatore dell’incontro Giuseppe Brunetti Baldi, vicepresidente della sezione Sicilia dell’Istituto, che, nel porgere i saluti alle autorità convenute e ai presidenti dei club service cittadini, ha introdotto i relatori.

Ad aprire gli interventi con la relazione dal titolo “Il complesso delle opere fortificate di Augusta” è stato il presidente regionale dell’Istituto, Eugenio Magnano di San Lio, docente della Facoltà di Architettura dell’Università di Catania, che ha focalizzato l’attenzione sulle complesse e interessanti fortificazioni della città. Ha evidenziato come siano state frutto di una pianificazione iniziata con la costruzione del castello federiciano, proseguita nel tempo con l’edificazione della cinta muraria, con le fortezze a mare di Garcia, Vittoria e Torre Avalos e con i significativi interventi seicenteschi che cambiarono la fisionomia della città.

Successivamente ha preso la parola Fulvia Greco, dirigente della sezione Beni architettonici presso la Soprintendenza di Siracusa, per trattare il tema de “Il restauro delle fabbriche federiciane – i nuovi progetti e il programma degli interventi”. Un intervento da più parti atteso, quello della Greco, anche per capire le dinamiche che hanno interessato e interesseranno il futuro del Castello. È stato evidenziato che, nonostante l’impegno dello staff della Soprintendenza, con la rielaborazione per ben quattro volte del progetto esecutivo, si attende ancora oggi il dissequestro del monumento, disposto due anni fa dal Tribunale di Siracusa. Poi si potranno avviare gli interventi del primo stralcio del progetto, già finanziati per dieci milioni di euro.

Il sindaco Cettina Di Pietro ha sollevato le difficoltà riscontrate nell’affrontare le problematiche strettamente connesse ad ogni singolo monumento a causa delle diverse competenze degli organi dello Stato: Regione, Soprintendenza e Demanio e in alcuni casi anche per le sovrapposizioni di competenze sullo stesso monumento.

Dopo l’intervento del sindaco, ha preso la parola Giuseppe Carrabino, presidente della Società augustana di storia patria, che ha relazionato sul tema: “La chiesa del Castello: storia e cronache nel registro parrocchiale”. Un intervento finalizzato a chiedere alla Soprintendenza una maggiore collaborazione con la realtà locale e la società civile, al fine di rendere partecipi quanti vivono in loco e che potrebbero dare in maniera gratuita e volontaria il loro apporto. Carrabino, nel rammentare la storia della chiesa del Castello, ha citato due dipinti che arredavano gli altari, “l’Immacolata” e il “Cristo della Battaglie”, ma soprattutto ha invitato la Soprintendenza ad analizzare il piano di calpestio della chiesa, dove risultano documentate le sepolture di numerosi comandanti della Piazzaforte e la probabile esistenza dei relativi chiusini sepolcrali.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Salvatore Romano, vicepresidente della Società augustana di storia patria, intervenuto su “I graffiti incisi sugli intonaci del bastione San Bartolomeo”. Anche questo, un invito a porre attenzione nel salvaguardare, durante i futuri restauri, tali testimonianze incise nel corso dei secoli, con il più antico graffito che risale ai primissimi anni del Seicento.

Infine, l’intervento di Antonello Forestiere, direttore del Museo della Piazzaforte, sul possibile “Utilizzo del Castello come sede museale”. Forestiere ha illustrato le dinamiche che favorirono la nascita del Museo nel 1986, che ebbe come prima sede il bastione di San Giacomo, poi interessato da interventi di consolidamento che comportarono dapprima la chiusura al pubblico dell’istituzione culturale e successivamente, al fine di rendere fruibile le collezioni, il trasferimento presso alcuni locali al piano terra del palazzo comunale. Ha ribadito la necessità per il futuro di una più stretta collaborazione tra la Soprintendenza e la Direzione del Museo della Piazzaforte. Tale sinergia sarebbe indispensabile per mettere a disposizione dei progettisti il trentennale bagaglio di esperienza acquisito con il Museo della Piazzaforte nel settore della musealizzazione di cimeli storico-militari, indissolubilmente collegati alla storia della città e del territorio di Augusta.

Le conclusioni sono state affidate alla docente Maria Rosaria Vitale, delegata da Bruno Messina, direttore della Struttura didattica speciale della Scuola di Architettura di Siracusa dell’Università di Catania.

Nel corso della serata è emerso da parte di tutti la necessità che venga disposto il dissequestro del monumento al fine di avviare i lavori già finanziati e permettere una sia pur parziale fruizione, atteso che, come ha ribadito Fulvia Greco, per completare i lavori del Castello Maniace sono occorsi ben quarant’anni, mentre per il Castello di Augusta si è praticamente solo all’inizio del suo graduale recupero. Le difficoltà, tra l’altro, sarebbero legate ai fondi che in futuro dovranno essere reperiti, fondi che nel corso degli anni sono stati chiesti e sollecitati ma, purtroppo, destinati ad altri siti, specie a quanti ricadevano in aree Unesco della Sicilia.


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