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Il monito di don Prisutto in chiesa Madre per il diritto alla vita: “L’applauso non serve, serve la testimonianza”

AUGUSTA – In chiesa Madre, il celebrante don Palmiro Prisutto, parroco e arciprete, dopo la messa vespertina e dopo la benedizione natalizia, che richiama quella impartita dal Papa urbi et orbi a mezzogiorno dello stesso giorno, ha fatto riferimento al “martoriato” territorio dell’area industriale e informato i fedeli dell’ordine del ministro Galletti di sospendere il trasferimento verso la discarica di Melilli del polverino dell’Ilva di Taranto.

La decisione del Ministro, come evidenziato dall’arciprete, sarebbe stata determinata dalla forza dell’azione di sole sette persone, due catanesi e cinque di Augusta, fra cui lo stesso don Prisutto. È scattato l’applauso, ma il parroco non ha incassato e ha detto immediatamente: “L’applauso non serve, serve la testimonianza”.

Poi ha annunciato la celebrazione dell’ennesima messa per le vittime del cancro, la 35esima, anticipando: “Pregheremo e ricorderemo i nostri ammalati e morti di cancro, degli incidenti sul lavoro, i bambini abortiti e quelli segnati dalle malformazioni“.

Questa celebrazione, reiterata negli anni, intende rappresentare la contestazione pacifica più forte contro l’indifferenza dello Stato di fronte alla “strage silenziosa” nel triangolo industriale, connessa all’inquinamento ambientale.

Don Prisutto ha aggiunto che “gli attuali 870 morti elencati nella lista sono solo una minima parte di quelli effettivi” e invitato “la cittadinanza tutta ad essere presente alla celebrazione e ad avere il coraggio di aggiungere i nominativi ancora mancanti“.

Quindi la messa del prossimo mercoledì 28 dicembre si aprirà con la lettura dei soli nominativi portati dai presenti. “La doverosa presenza anche di un solo familiare per ciascun nominativo darebbe la giusta forza alla manifestazione”, ha concluso don Prisutto.

(Foto in evidenza: repertorio)


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