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Intitolato auditorium della “Todaro” al giornalista antimafia Giuseppe Fava

AUGUSTA – Giovedì mattina, 18 maggio, si è svolta la cerimonia per l’intitolazione dell’auditorium del 3° Istituto comprensivo “Salvatore Todaro” a Giuseppe Fava, giornalista siciliano ucciso dalla mafia trentatré anni fa, alla presenza, tra i numerosi ospiti, del vicesindaco Roberta Suppo, dei vertici della Fondazione Giuseppe Fava, dei dirigenti scolastici di altri istituti cittadini e dei rappresentanti di diverse associazioni del territorio che collaborano con la scuola. L’evento è stato aperto dalla lettura di alcuni testi di Fava, accompagnati da brani musicali eseguiti dagli alunni della scuola.

Dopo i saluti istituzionali, la dirigente scolastica Rita Spada ha spiegato le motivazioni della scelta, dovuta non solo al fatto che Giuseppe Fava è un eroe siciliano, vissuto tra Palazzolo Acreide e Catania, ma anche alla sua poliedrica quotidianità segnata da grandi passioni, in particolare quella per il giornalismo, che egli stesso definì puro ed etico, finalizzato alla verità schietta, senza distorsioni ed interferenze, e alla lotta alla mafia e alla criminalità.

La scuola ha voluto fare memoria del suo messaggio, per trasmetterlo ai giovani, attraverso l’intitolazione del proprio auditorium, luogo di discussione, di scambio e di condivisione di idee, luogo di informazione e formazione, dal momento che Fava dell’informazione ne fece lo strumento di lotta alla mafia.

Si è passati poi alla visione del documentario La corsa de L’Ora di Antonio Bellia, in anteprima assoluta per il territorio, introdotto brevemente da Ivano Di Modica della compagnia “Area teatro”. Dopo la proiezione, sono intervenuti, per la Fondazione Giuseppe Fava, la presidente Maria Teresa Ciancio e la vicepresidente Francesca Andreozzi. A chiusura degli interventi, ha condiviso un suo personale ricordo Giovanni Caruso, fotoreporter collaboratore di Fava.

Con grande semplicità ed emozione tra i presenti, si è quindi scoperta la targa all’ingresso dell’auditorium. Una cerimonia intensa, così come l’hanno voluta la scuola e la dirigenza. “A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?”, è la frase-sfida lanciata da Fava che è stata riportata nella targa e che accompagnerà le future iniziative dell’istituto comprensivo sui temi della legalità e della lotta alle mafie.


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