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Ispezione a cantiere portuale, Cgil rivendica denuncia: “Non c’era volontà di mettere ordine”

AUGUSTA – “La maxi sanzione operata dalle forze ispettive alle imprese operanti dentro il porticciolo di Augusta è stata frutto di una nostra insistente denuncia, addirittura risalente ad aprile“. Così i segretari provinciali di Cgil e Fillea Cgil, rispettivamente Roberto Alosi e Salvo Carnevale, in una nota congiunta aggiungono particolari alla notizia di questo mercoledì mattina dell’ispezione dei carabinieri del Nil e della locale Stazione al cantiere portuale sul lungomare Jonio dell’isola di Augusta, conclusa con tre denunciati, un’azienda edile sospesa e multe per circa 60 mila euro. (vedi articolo).

Da mesi abbiamo tentato di alzare il livello dell’attenzione in particolare delle istituzioni augustane, sulla vicenda che tanti hanno fatto finta di non vedere. Non è servita a nulla nemmeno l’interlocuzione aperta con gli Enti bilaterali in Edilizia che prescrissero, a livello consulenziale, come previsto dal contratto, gli interventi da eseguire per mettere in regola il cantiere sotto ogni punta di vista. Eppure, nonostante i vari tentativi, a nulla è valso il tentativo di sensibilizzazione. Evidentemente non c’era la volontà di mettere ordine“, aggiunge Salvo Carnevale.

Il segretario siracusano della Fillea Cgil prosegue: “Noi abbiamo più volte sottolineato come non fosse tollerabile accettare che venissero eseguite lavorazioni edili usando altri contratti. C’era un problema di salari, diritti e sicurezza, oltre all’evidentissima concorrenza sleale nei confronti di altre imprese edili. Vi erano gravi problemi di sicurezza e lavoro nero. Le risposte che abbiamo ricevuto dalle istituzioni locali, a partire dal sindaco di Augusta, sono state: “Non è nostra competenza!”. Una vicenda penosa e pericolosissima perché non fa altro che accrescere la nostra sensazione di emergenza-legalità nel settore edile“.

Congiuntamente, Alosi e Carnevale rilevano: “Non possiamo permettere che si ingigantisca ulteriormente questo clima di scoramento, in cui il comune pensiero è che tale stato di cose sia immodificabile, che la lontananza e il disinteresse istituzionale concorrano alla cultura del lavoro nero o precario. Ecco perché la questioni legalità-sicurezza-contratto regolare in edilizia sono più che mai attuali in questo territorio. Salvo rarissime eccezioni, non ravvisiamo dalle amministrazioni comunali sufficiente attenzione su tali temi“.

Il segretario generale della Cgil siracusana, Roberto Alosi sostiene inoltre che “non è più rinviabile il tema della costituzione di un grande Osservatorio del settore delle costruzioni, che individui tra i vari obiettivi primari anche l’aggregazione delle informazioni tra le banche dati degli enti pubblici e quelle del sistema bilaterale edile per prevenire fenomeni di lavoro nero e inadempienza contrattuale; il monitoraggio degli appalti, con particolare attenzione ai tempi di realizzazione e alle anomalie dal punto di vista della gestione della sicurezza nel cantiere“.

Conclude: “I fatti dimostrano come il lavoro nero  o irregolare sia una piaga sociale sempre più aperta a cui urge trovare immediato e valido rimedio. E ancora una volta la Cgil non può non rivolgersi alla politica affinché svolga il ruolo che le compete, ma anche alle istituzioni locali, che devono essere capaci di superare rigidi steccati spesso paraventi di disinteresse, ricordando loro che gli appalti sono un valido strumento per riporre in toto i parametri di legalità. Solo un fronte compatto può indurre le imprese a non sottrarsi più dai doveri contrattuali e per ripristinare il lavoro corretto“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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