Cronaca

La Dia confisca beni per 1,3 milioni di euro a imprenditore augustano [Video]

AUGUSTA – Questo giovedì mattina, 15 giugno, la Direzione investigativa antimafia di Catania, diretta dal 1° dir. P.S. dott. Renato Panvino, a conclusione di una attività investigativa culminata nella proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale a firma del direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla, in piena sinergia con la Direzione distrettuale antimafia di Catania diretta dal dott. Carmelo Zuccaro, ha dato esecuzione al decreto di confisca patrimoniale, emesso dal Tribunale di Siracusa – sezione Penale, nei confronti del 58enne imprenditore augustano Francesco Pasqua.

Il provvedimento del Tribunale di Siracusa è stato emesso avvalendosi di una lunga e complessa serie di accertamenti patrimoniali, compendiati in una proposta di misura di prevenzione a firma del direttore della Dia, che era sfociata nel sequestro dei beni allo stesso riconducibili, eseguito nell’aprile 2015.

La ricostruzione del profilo del Pasqua, operata dalla Dia di Catania, affiancata alla rilevante sproporzione tra redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali, è stata positivamente valutata dal Tribunale di Siracusa, che ha, con l’atto ablativo in corso di esecuzione, disposto la confisca dei beni complessivamente stimati in oltre 1 milione e 300 mila euro.

Nel febbraio del 2014 il Pasqua era stato tratto in arresto, dal Centro operativo Dia di Catania, nell’ambito dell’operazione “Prato verde”, poiché gravemente indiziato ex art. 416 bis c.p., di far parte, unitamente ad altri soggetti, dell’associazione mafiosa denominata “Cappello” ed in particolare del cosiddetto gruppo del “Carateddu”, guidato da Orazio Privitera e Sebastiano Lo Giudice, finalizzata alla commissione di diversi reati contro il patrimonio. Successivamente scarcerato, il procedimento penale risulta ancora pendente per le citate imputazioni.

L’imprenditore augustano è, inoltre, accusato di aver favorito la latitanza del Privitera, che si è sottratto, dall’ottobre 2009 al gennaio 2010, all’esecuzione del decreto di fermo emesso a suo carico nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Revenge”.

Sarebbe emersa nel corso delle indagini condotte per la ricerca del latitante Privitera la figura di Francesco Pasqua, fino a quel momento estraneo alle cronache giudiziarie, con l’accusa appunto di aver fornito supporto logistico al fine di sfuggire alla cattura. Secondo quanto rilevato dal Tribunale di Siracusa, l’appartenenza del Pasqua all’associazione mafiosa sarebbe riscontrabile da numerosi elementi sintomatici che consentirebbero di collocarne l’inserimento intorno agli anni 2006-2007.

Ecco il video dell’esecuzione della confisca patrimoniale.


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