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La Giornata della legalità al “Ruiz” di Augusta

AUGUSTA – La “Giornata della legalità“, il 23 maggio, è stata occasione per ricordare il 26° anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anch’ella magistrato, e i tre agenti della scorta Vito Schifano, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. E per commemorare tutte le vittime di Cosa Nostra.

Anche l’Istituto superiore “Arangio Ruiz”, diretto da Maria Concetta Castorina, ha organizzato un’iniziativa, tenuta ieri mattina nell’aula magna, al fine di educare i giovani alla legalità attraverso la memoria storica.

Gli alunni delle classi quarte hanno infatti partecipato ad un incontro organizzato dalle docenti Simonetta Tarascio e  Rosanna Bellistri, in collaborazione con la Fondazione “Siracusa è giustizia”, di cui sono stati relatori l’avvocato Corrado Giuliano e il magistrato Marco Dragonetti. Dopo i saluti, la dirigente scolastica Castorina ha sottolineato come quel drammatico giorno del 1992 sia uno dei momenti storici scolpiti nella memoria di tutti gli Italiani per la sua violenza efferata. Ha detto che bisogna ricordare sì, ma anche ribadire il primato dello sforzo per affermare la legalità, una cultura che si può apprendere e che può ancora catalizzare il cambiamento partendo proprio dalle scuola.

L’avvocato Giuliano, partendo da un video sul degrado cittadino di alcune aree di Augusta, realizzato tra gli altri da un ex alunno del “Ruiz”, Giuseppe Feminò, ha ribadito come la scuola ha un compito centrale nel contrasto della criminalità e delle mafie, combattendo la paura e lavorando in funzione di una concreta educazione al rispetto delle regole sociali e delle leggi. Ha evidenziato come occorra formare una coscienza etica e valoriale nei giovani, perché legalità è anche pagare le tasse, è solidarietà verso chi sta peggio di noi, è cittadinanza responsabile all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione.

A seguire, Dragonetti, giovanissimo magistrato, ha focalizzato l’attenzione degli alunni sulla considerazione che Falcone e Borsellino non fossero dei super eroi, bensì degli uomini che facevano il loro lavoro di magistrato con un fortissimo senso del dovere, svolgevano la loro funzione pubblica al massimo delle loro possibilità. Ha aggiunto che ogni cittadino può e deve fare la sua parte verso la legalità a partire dai semplici contesti della vita quotidiana, promuovendo i valori dell’etica morale, della giustizia, del rispetto della persona umana, della libertà, della democrazia.


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