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Le “solide ragioni” di Bianco sulla scelta del porto di Catania, ad Augusta si scalda la protesta

AUGUSTA – Hanno scatenato diverse polemiche le dichiarazioni del sindaco Enzo Bianco, apprese da fonti di stampa martedì, sulla vicenda dell’assegnazione a Catania della sede della nuova Autorità di sistema portuale. Una ulteriore uscita sulla questione, dopo l’irrituale annuncio da parte sua, prima che dal ministro Delrio, del decreto di assegnazione, non ancora pubblicato.

Il fatto che la sede scelta per l’Autorità portuale della Sicilia orientale sia stata Catania poggia su solide ragioni: qui c’è la città metropolitana e nel capoluogo etneo troviamo i maggiori traffici di tutta l’Isola, il sistema più articolato e completo dell’intero Meridione e collaudate competenze pubbliche e private”. Queste le parole del primo cittadino etneo, a cui aggiungeva che “l’Autorità portuale catanese potrà attrarre cospicui investimenti che contribuiranno non soltanto allo sviluppo dell’economia del porto ma anche di tutti i territori limitrofi, con grandi vantaggi per un’area vasta che potrà consolidare le proprie attività“.

Infine una chiosa che ha infastidito gli ambienti politici e portuali augustani, che parlano apertamente di “scippo”, quando ha sottolineato l’importanza di “fare squadra” tra Catania e Augusta, specificando che “il porto augustano rappresenta una delle strutture più rilevanti del Sud Italia, ma è la sua unione con quello di Catania, ciascuno con le proprie competenze e specialità e con piena autonomia, a consentire la nascita di un grande sistema portuale per posizione strategica, professionalità e soprattutto condizioni amministrative e organizzative, con grande beneficio per tutti”.

A contestare le “solide ragioni” esposte dal primo cittadino etneo intorno alla scelta di Catania, operata dal ministro Delrio a seguito di richiesta formale del presidente della Regione Crocetta, è la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè.

In data odierna, attraverso un comunicato stampa, richiede il “ripristino della legalità“, dopo aver già denunciato ciò che ritiene un vero e proprio “esproprio istituzionale“. La presidente di Assoporto riferisce: “In un paese dove il governo dell’amministrazione pubblica è all’insegna dello scandalo quotidiano, il ripristino della legalità deve tornare ad essere la condizione necessaria per ipotizzare ogni qualsivoglia sinergia tra le città di Augusta e Catania. Questo è ciò che tutti gli operatori del settore auspicano da sempre e sono pronti a sedersi attorno ad un tavolo tecnico di discussione, insieme al Governo nazionale e regionale“.

Critica: “Non si può pensare ad Augusta solo quando si tratta di risolvere l’emergenza di oltre 26.000 sbarchi di gente disperata. E non si possono risolvere le difficoltà di una città metropolitana in affanno usando vecchi sistemi, andando oltre la legge e i procedimenti legislativi adottati“.

Marina Noè conclude riprendendo proprio la chiosa finale del sindaco di Catania: “Siamo pronti a risolvere ogni problema di Catania e cominciare a parlare della nascita di un grande sistema portuale Augusta-Catania, ma, ripetiamo, prima rispettiamo quanto stabilità dalla Comunità europea, quindi studiamo nuove idee e diffondiamone insieme il valore: questo significa fare squadra“.

Intanto ad Augusta prosegue l’organizzazione per la prima mobilitazione generale a difesa del porto megarese fissata per venerdì 10 febbraio alle ore 16.


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