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L’ultimo degli zampognari augustani è un trentenne

AUGUSTA – È impresa ostica datare le origini dell’uso ad Augusta della zampogna, l’arcaico strumento musicale a fiato tradizionalmente accostato al periodo natalizio, che appartiene a diverse culture e territori dell’Italia meridionale e centrale. Ciò che è certa è la presenza ad Augusta di uno zampognaro, per hobby e di recente “evoluzione” musicale, probabilmente l’unico nel territorio.

Si tratta del giovane, appena trentenne, Emanuele Di Grande, appassionato di strumenti musicali, suonando già percussioni, trombone e basso tuba nella banda musicale cittadina “Federico II”, che negli ultimi due anni si è esercitato prima nell’uso della cornamusa, perché di più facile reperibilità, e quindi della zampogna, sempre da autodidatta.

Ho saputo dell’esistenza di questo strumento per la prima volta tramite mia madre – ci riferisce Di Grande –. Lei mi raccontava, mentre preparavamo il nostro presepe, di quando ascoltava gli zampognari a casa sua da bambina. Erano, a differenza di oggi, veri e propri pastori. Suonavano il campanello delle abitazioni e l’antifona era: “Signora c’ha putemu sunari st’annu?”. Molti accoglievano gli zampognari e ascoltavano le dolci note. Alla fine si dava una piccola mancia e a volte un bicchiere di vino“.

Proprio in occasione del suo ultimo compleanno, il trentesimo, ha ricevuto da moglie e figlia in dono una zampogna modello molisano in Mib, che ha suonato per la prima volta in pubblico pochi giorni fa all’inaugurazione del presepe allestito nella chiesa delle Anime Sante.

Dalle sonorità tradizionali della zampogna alle riflessioni sul valore delle festività natalizie, il passo è breve. “Per molti, il Natale è diventato un periodo in cui affrettarsi a fare regali o, peggio, un momento di tristezza. Non è così che deve andare! – ci dice il trentenne augustano –. Il Natale è un momento di speranza per tutti e dev’essere un momento di grande aggregazione. Bisogna fare festa insieme, il che non significa sbranare tavole infinite di cibo o scartare regali. Anche fermarsi e condividere un momento di felicità rinnova il cuore. Suonando con la zampogna ho pensato che magari chiunque poteva ricordarsi dei tempi in cui alle persone piaceva stare insieme e, magari, trasmettere questi valori alle nuove generazioni. Sono convinto che si possa comprendere e gioire di feste come il Natale solo ritornando alla loro vera essenza. Da questa, ne sono derivate varie espressioni genuine, come i suoni delle nenie che sono radicate nella memoria comune“.

Tra le prossime esibizioni pubbliche dell’ultimo degli zampognari augustani, sabato 16 dicembre per l’apertura della novena di Natale in chiesa Madre, poi lunedì 18 dicembre sarà ospite nei tre plessi del comprensivo “Orso Mario Corbino”. Sabato 23 aprirà il concerto di Natale del Corpo bandistico “Federico II – Città di Augusta”, diretto dal maestro Gaetano Galofaro, nella chiesa di San Giuseppe Innografo, quindi appuntamento con la santa messa della notte di Natale nella chiesa di Santa Lucia, sua parrocchia di appartenenza. Inoltre, ci riferisce Di Grande, alcuni amici lo hanno invitato privatamente per suonare la zampogna dinanzi ai presepi che hanno allestito nelle proprie case, rinnovando l’antica tradizione.


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