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Miasmi nell’aria di Augusta del 19-20 settembre, arrivano i dati dell’Arpa

AUGUSTA – Ieri, 3 ottobre, intorno alle 16,30, nuove segnalazioni di insopportabili miasmi nell’aria, effettuate sia come sfogo sui social network che a mezzo pec agli enti competenti da parte di cittadini augustani di diversi quartieri, dal Paradiso al Monte.

Ma a tenere banco sono le analisi della qualità dell’aria nelle giornate del 19 e del 20 settembre. Infatti si apprende dalla relazione tecnica dell’Arpa di Siracusa, inviata il 26 settembre agli enti competenti dopo aver analizzato i dati forniti dalla locale stazione di monitoraggio dell’ex Provincia, che “sono in corso accertamenti sugli assetti degli impianti industriali prossimi al comune di Augusta, i cui risultati saranno inviati a conclusione degli stessi“.

Qui di seguito alcuni dei dati nella relazione tecnica sulla qualità dell’aria del 19 settembre e anche del giorno successivo, quando l’Arpa è stata invitata a intervenire dalla Prefettura per le “numerose segnalazioni di cattiva qualità dell’aria“. È stato rilevato un “significativo incremento” delle concentrazioni degli idrocarburi non metanici NMHC tra le ore 9-10 del 19 settembre (dati medi orari: 607 ug/m³, con un picco istantaneo di 1.010 ug/m³) e tra le ore 15-16 del 20 settembre (dati medi orari: 807 ug/m³, con un picco istantaneo di 4.081 ug/m³). Nelle stesse fasce orarie, quanto a valori di idrogeno solforato H2S, il 19 mattina si è registrato un valore medio orario di 4,5 ug/m³, con un picco istantaneo di 9,1 ug/m³, mentre il 20 pomeriggio un valore medio orario di 1,8 ug/m³, con un picco istantaneo di 5,9 ug/m³.

Così si conclude la relazione dell’Arpa, dopo una breve analisi dei venti nelle rispettive fasce orarie: “Per le due giornate nelle ore in cui si sono misurati significativi incrementi degli idrocarburi è verosimilmente avvenuto lo spostamento di masse di aria, provenienti dalla vicina zona industriale, che hanno presentato concentrazioni di H2S prossime e/o superiori alla soglia olfattiva. Non si può inoltre escludere che, in concomitanza dei rilevanti picchi istantanei di NMHC, possono essere stati presenti altri composti solforati (mercaptani) che hanno contribuito a determinare la percezione del disturbo olfattivo accusato dai cittadini“.

(Foto in evidenza: generica)


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