Politica

Mozione su Punta Izzo “copiata”, nuovo scontro tra Niciforo e Casuccio

AUGUSTA – “Mentre ai consiglieri comunali di opposizione viene negato l’accesso al protocollo informatico, il Movimento 5 stelle, maggioranza di governo, dispone delle informazioni e dei documenti depositati in comune per i propri scopi politici: ora basta, intervenga la Prefettura, l’Autorità nazionale anticorruzione e l’Assessorato regionale alle Autonomie locali“. Così, il consigliere di opposizione Marco Niciforo ha sollevato una questione non solo politica, dando il via a un nuovo scontro con il capogruppo pentastellato Roberto Casuccio, dopo la nota vicenda della mozione consiliare sull’immobile di via Colombo con tetto in cemento-amianto, soltanto due settimane fa, chiusa da una ordinanza sindacale che impone ai proprietari lavori urgenti di incapsulamento o smaltimento del materiale nocivi. La nuova mozione oggetto di contesa, in relazione alla paternità, ha per oggetto “Riattivazione poligono di tiro di Punta Izzo“.

Questo, nello specifico, quanto ricostruito e segnalato da Niciforo: “Accade che il documento del 24 gennaio 2018 a firma del capogruppo del Movimento 5 stelle (Roberto Casuccio, ndr), che prevedeva la richiesta di l’inserimento all’ordine del giorno del Consiglio comunale della riattivazione del poligono di tiro di Punta Izzo, è stato palesemente redatto copiando forma, sequenza, contenuti ed in alcuni casi intere frasi della mozione di pari oggetto presentata dal sottoscritto il 21 gennaio 2018. Nessuno ha mai richiesto un accesso agli atti e pertanto nessuno può avere copia cartacea della mozione precedentemente consegnata. Mozione evidentemente scritta bene, visto che il Movimento 5 stelle l’ha utilizzata per redigere la propria proposta“.

Il consigliere di Augusta 2020, nella relativa istanza inviata il 29 gennaio alle istituzioni summenzionate, ha richiesto anche di “accertare in che modo il capogruppo sig. Roberto Casuccio è entrato in possesso della mozione del 21 gennaio 2018 firmata dallo scrivente di cui doveva necessariamente avere copia, atteso che la sua nota del 24 gennaio 2018 è stata palesemente redatta copiandone forma, sequenza, contenuti ed in alcuni casi intere frasi“, inoltre “se il protocollo informatico del comune di Augusta è adeguatamente protetto e se, allo stato attuale, si ritiene possibile l’accesso da parte di soggetti esterni non autorizzati“, pertanto di “modificare, in via cautelativa, le password necessarie per gli accessi al protocollo informatico e di eventuali altri servizi telematici” e di “attivarsi presso le autorità competenti per accertare eventuali responsabilità per condotte illecite esercitate a danno dell’ente“.

Il capogruppo del M5s, Roberto Casuccio, replica oggi, affermando che “seppur legittimi gli interrogativi posti dal collega Niciforo, ritengo che si sia sollevato un inutile polverone che poteva essere evitato semplicemente con una richiesta di chiarimento al capogruppo“, e sostenendo nel merito che “gli atti propedeutici ai consigli comunali depositati presso gli uffici di presidenza sono nelle disponibilità di poter essere visionati da qualsivoglia consigliere“, e che inoltre, a suo dire, “è consuetudine, prassi consolidata, di tutti i consiglieri che, in ordine ad un principio di collaborazione e trasparenza, informati puntualmente dal Presidente del consiglio degli affari da trattare in consiglio, ne prendano visione senza alcuna richiesta di accesso agli atti“.

Premesso ciò, Casuccio ammette che “giorno 24 gennaio presso l’ufficio del Presidente del consiglio prendevo visione della mozione del collega Niciforo“, e di aver di conseguenza “prodotto una richiesta di inserimento di un punto all’Odg, di un prossimo consiglio, inerente il medesimo affare”, i cui contenutinon si discostano dall’orientamento indicato nella mozione in quanto ritenuti validi e compiuti, peraltro già trattati“, secondo il consigliere, dallo stesso cooordinamento “Punta Izzo possibile” e da diversi articoli di stampa.

Il capogruppo pentastellato ironizza e prova a ribaltare la questione: “Il collega Niciforo deve onorarsi del cosiddetto “plagio” in quanto rende merito al suo scritto, ma allo stesso tempo dovrebbe apprezzare che viene sposata la causa comune di Punta Izzo (…) Senza alcuna polemica, unicamente per definire meglio le dinamiche di un modus operandi comune che semplifica, nel rispetto delle regole, la presa di conoscenza degli atti, chiedo al collega com’è venuto a conoscenza della mia richiesta di inserimento di un punto all’odg? Presumo come sopra descritto, ovvero presso gli uffici di presidenza chiedendo di visionare i fascicoletti contenenti i documenti degli affari da trattare in consiglio. Al fine di chiarire le incomprensioni, nonché addivenire a risolutivo chiarimento – conclude Casuccio – sarà mia cura chiedere nell’immediatezza una conferenza dei capigruppo“.


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