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Nuoto, l’Athon Augusta sul podio del Grand prix regionale di fondo e mezzofondo in acque libere

AUGUSTA – Conquista il terzo posto regionale l’Athon Augusta, nella classifica finale di società del Grand prix Sicilia open water, terza edizione della competizione a tappe di nuoto di fondo e mezzofondo in acque libere facente parte del circuito del Grand prix nazionale.

L’ultima tappa si è svolta lo scorso fine settimana nel mare di San Lorenzo (Noto) e Marzamemi (Pachino), mentre risale a luglio la tappa che ha visto Augusta protagonista, con le tre gare (10 km, 5 km e il miglio) tenute nello specchio acqueo di Punto Izzo (vedi articolo e servizio).

Oltre all’importante risultato di squadra, che nel 2016 riuscì a vincerlo il circuito regionale, si registrano alcuni successi individuali. Su tutti Fernando Coppola, che si è aggiudicato il secondo posto assoluto e il primo posto di categoria del Grand prix Sicilia sia nel fondo che nel mezzofondo, ma anche il secondo posto di categoria di Vincenzo Sucato nel fondo e il terzo posto di categoria di Francesco Caramagno nel mezzofondo.

Questi tutti i nuotatori, molti giovani, che hanno contribuito al terzo posto di società conquistato dall’Asd Athon Augusta: Coppola Fernando, Caramagno Francesco, Di Franco Raimondo, Longo Jacopo, Lo Gerfo Dario, Gulino Valentina, Spatola Aurora, Cirillo Giulia, Patania Roberta, Iacobacci Marco, Coppola Francesco, Moro Roberto, Sucato Vincenzo.

Il responsabile tecnico del sodalizio augustano, Antonella Aprile, guarda alla classifica nazionale e commenta così: “Attendiamo la chiusura del circuito nazionale del Grand prix, a fine settembre, per fare il bilancio definitivo di una stagione che ha visto il nuoto augustano tornare protagonista. Sicuramente, gli ottimi risultati raggiunti a livello regionale ci fanno ben sperare. Noi continuiamo a lavorare per cercare di dare sempre il meglio allo sport locale e non solo, ma, soprattutto, per  formare giovani e dare loro una valida alternativa di vita culturale e sociale, facendo sì che il nuoto, da sport prevalentemente individuale, possa diventare strumento di aggregazione ed inclusione sociale”.


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