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Ospedale “Muscatello”, le rassicurazioni di Brugaletta dopo l’assemblea del Tdm

AUGUSTA – “L’istituzione di nuovi servizi e reparti all’ospedale “Muscatello” di Augusta, gli importanti interventi sotto il profilo impiantistico e strutturale che ne hanno evitato la chiusura dopo le criticità sollevate dai Nas e dalla Procura della Repubblica di Siracusa, la programmazione in via di completamento che ha previsto nell’ospedale megarese la realizzazione di un Polo di riferimento oncologico provinciale e del Centro regionale per la diagnosi e cura delle patologie da esposizione all’amianto, sono rappresentativi dell’incessante impegno dell’Asp di Siracusa e dell’Assessorato regionale della Salute sul versante sanitario a favore del territorio megarese”. Queste le parole con cui il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta prende posizione, a seguito della recente assemblea pubblica promossa dal Tribunale per i diritti del malato di Augusta che ha visto l’intervento del presidente della commissione regionale Antimafia all’Ars Nello Musumeci.

Brugaletta attraverso un comunicato stampa afferma: “Se si guarda a quanto è stato fatto fino ad ora, è impossibile non riconoscere una sostanziale differenza rispetto al passato sulle condizioni dell’ospedale di Augusta e la ferrea volontà di dotare di un ospedale di eccellenza il territorio megarese che già oggi, con gli interventi realizzati, può contare su una struttura dall’aspetto dignitoso e accogliente rispetto al passato, dove sono stati istituiti nuovi servizi, realizzati interventi di messa a norma, a salvaguardia della sicurezza dei pazienti e del personale che vi opera, mentre si attendono le autorizzazioni regionali per il completamento dei restanti interventi programmati”.

Il direttore generale difende l’operato dell’Azienda, elencando i diversi interventi realizzati al “Muscatello” sotto la sua gestione: il trasferimento del Laboratorio analisi, del Pronto soccorso e della Radiologia dai vecchi ai nuovi locali adeguati alle vigenti norme di legge del nuovo padiglione nonché, a partire dai primi giorni del suo insediamento alla guida dell’Asp aretusea, i lavori di ristrutturazione e adeguamento delle sale operatorie del vecchio padiglione, l’adeguamento alla prevenzione incendi (compartimentazione antincendio, rilevazione fumi, impianto di allarme Evac), l’accordo quadro biennale per la manutenzione, l’ammodernamento ed il mantenimento dei presidi antincendio anche nel nuovo padiglione, la realizzazione della nuova cabina elettrica, l’installazione di un nuovo gruppo elettrogeno e di un gruppo di continuità, la messa in esercizio degli impianti di riscaldamento e condizionamento nel nuovo padiglione, la nuova centrale di gas medicali.

Brugaletta ribadisce un concetto già espresso più volte: “Le importanti criticità che presentava l’ospedale ne avrebbero imposto la chiusura se non realizzati nel rispetto, come già ricordato, delle prescrizioni dei Nas e della Procura”. E ancora, il direttore generale ricorda il completamento della segnaletica e dei parcheggi, l’entrata in funzione della passerella di collegamento tra il vecchio e il nuovo padiglione, la nuova camera mortuaria con annessa sala autoptica, l’esecuzione di numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali del vecchio padiglione, tra questi in particolare, nei servizi Farmacia, Bar e corridoio antistante, Pronto soccorso. Per non tralasciare l’integrazione strutturale ospedale/territorio, secondo il modello “Cittadella della salute”, con il trasferimento nel nuovo padiglione di tutti gli ambulatori territoriali, il miglioramento dell’organizzazione del lavoro nei reparti con l’incremento dei posti letto disponibili sia in Chirurgia che nel reparto di nuova istituzione di Neurologia, nonché l’istituzione dell’ambulatorio di Consulenza genetica di recente inserito nella Rete regionale della Genetica medica.

Non mi stancherò mai di rassicurare la popolazione di Augusta – conclude il direttore generale – rispetto alla mia ferma volontà di portare a completamento il progetto di sviluppo dell’ospedale megarese così come più volte ribadito nelle continue comunicazioni attraverso la stampa, durante i confronti di condivisione dei percorsi e le incessanti interlocuzioni con tutte le parti sociali, nessuna esclusa”.


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