Cultura

Partecipata lezione per “Unitre” di Augusta sulle panificazioni tradizionali

AUGUSTA – Nell’ambito delle attività programmate dall’associazione “Università delle tre età” di Augusta per il corrente anno accademico, si è tenuta lunedì 11 gennaio dalle ore 17,30 una lezione dal titolo: “A razia i Diu – Il pane nella tradizione di Augusta”.

Ancora una volta le tradizioni locali hanno riscontrato particolare interesse nel numeroso uditorio che ha affollato l’aula magna del 2° Istituto di istruzione superiore “Ruiz”. Tra gli intervenuti anche la dirigente scolastica del 2° Istituto comprensivo “Corbino” Maria Giovanna Sergi.

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Foto: Alberto Di Grande

L’argomento è stato trattato da Giuseppe Carrabino, presidente della Commissione comunale di Storia patria, con l’ausilio di slide raffiguranti le diverse tipologie di panificazioni tipiche della Città. Pani della quotidianità ma anche votivi, rituali e cerimoniali che raccontano la secolare storia di Augusta.

Una narrazione puntuale con specifici riferimenti al valore sociale e religioso del pane e l’importanza per la cultura contadina. Carrabino ha spiegato: “Nel frumento appena germogliato il popolo intravedeva la forza occulta e la presenza della divinità, per tale motivo il ciclo di lavorazione del pane era un continuo atto di affidamento e ringraziamento a Dio, alla Vergine e ai Santi che avrebbero tutelato le varie fasi del rito: dalla semina del grano alla panificazione.

Il relatore ha riferito, inoltre, che oltre all’aspetto simbolico, il frumento rappresentava la centralità nell’economia siciliana tanto che in un memoriale del 1492 a re Ferdinando, le autorità del tempo lo definirono “l’oro e l’argento del Regno” e ha ricordato che la panificazione era di per sé un rito che coinvolgeva le comari del vicinato, creando e rinsaldando amicizie, come attesta l’antica abitudine di scambiarsi il lievito “a luvatina”, detta anche “u crescenti”, espressione di solidarietà e sostegno vicendevole.

L’illustrazione si è avvalsa anche di alcune forme di pane appositamente fornite dal Museo del Tessuto, dell’Emigrante e della Medicina popolare di Canicattini Bagni, della preziosa collaborazione di Tanino Golino, Paolino Uccello e di tutto lo staff della struttura etnografica degli Iblei.

La tipica infornata locale prevedeva diverse forme di pane: cucciddati, vasteddi, cavadduzzi, rugnuneddi e, per i bambini, manuzzi, scalitteddi e pupiddi. Non appena veniva infornato tutto il pane lievitato, le comari salmodiavano canti e preghiere per la buona cottura, come: “Ora è finuta la fatica mia / faciti Vui, Virgini Maria!”. Altre invocazioni venivano recitate sul finire dell’infornata con la finalità di mettere il pane sotto la protezione di Dio e dei vari Santi, affinché riuscisse cotto a dovere e fragrante, come: “Pani, crisci, comu Diu ti binidissi! Crisci, pani, ‘ntra lu furnu, comu Diu criscìu a lu munnu!”.

Corposo è l’elenco delle panificazioni tipiche augustane: cuddureddi i San Brasi, cudduri e cudduruni di San Giuseppi, cavaddi d’Apostuli, aceddi e panarareddi cu’ l’ova, panuzzeddi i S. Antonio, pani do’ Cori Gesù, panuzzeddi e viscutteddi da’ Pruvvirenza, cudduri e pupiddi che nuciddi di Natali, ed ancora rugnuni, assicuta soggira, oltre alle diverse forme di pani cerimoniali o il più antico sparmaceri preparato nel ricordo dei bambini defunti.

Di particolare interesse una speciale forma di pane detta: a’ cùcchia che veniva preparata nel mese di Novembre in suffragio dei defunti. Un pane dai molteplici significati che alludono alla vita e al legame con l’aldilà. È stato proposto altresì un raffronto di questa forma di pane con i rilievi del famoso portello tombale rinvenuto a Castelluccio che si conserva al Museo “Paolo Orsi” di Siracusa e ricordata la consuetudine del cosiddetto pani agghiunciri, preparato in casa dalle popolane e portato nel forno del rione per essere cotto. Per identificarlo veniva messo un segnale che poteva essere una lettera o un qualsiasi riferimento in modo da non confonderlo con pani portati a cuocere da altre comari.

Una storia complessa e affascinante, quella della panificazione tipica di Augusta, che è stata negli anni scorsi oggetto di una mostra apprezzata a livello nazionale dall’Assipan e dal Ministero per i Beni culturali, per le specificità e la varietà delle panificazioni ricche di storia e profondi significati.


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