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Patto dei sindaci e Paes, Augusta dovrà ridurre le 400 mila tonnellate di CO2 del 2015

AUGUSTA – Entro due anni, entro il 2020, dunque, bisogna abbattere l’anidride carbonica (CO2) nella misura del 20 per cento. Questo è l’obiettivo primario e urgente previsto dal Patto dei sindaci, varato in campo europeo giusto dieci anni fa, e dal conseguente Paes – Piano di azione per l’energia sostenibile, presentato lo scorso novembre e in fase di redazione (vedi articolo). Il Comune di Augusta è uno del 251 comuni siciliani che ha sottoscritto questo patto, uno dei 1.4oo in tutt’Italia.

L’Unione europea ha lanciato il Patto dei sindaci per avallare e sostenere gli sforzi compiuti dagli enti locali nell’attuazione delle politiche nel campo dell’energia sostenibile. Il Patto dei sindaci è un movimento “dal basso” che punta a mobilitare un gran numero di autorità locali e regionali, spronandole a elaborare piani d’azione e a orientare i propri investimenti verso misure di mitigazione dei cambiamenti climatici. Per tradurre il proprio impegno politico in misure e progetti pratici, i firmatari del Patto devono in particolare redigere un Inventario di base delle emissioni e una Valutazione dei rischi del cambiamento climatico e delle vulnerabilità. Questo forte impegno politico segna l’inizio di un processo a lungo termine, durante il quale ogni due anni le città forniranno informazioni sui progressi compiuti. I Comuni che firmano il Patto si impegnano ad agire per raggiungere entro il 2030 l’obiettivo di ridurre del 40 per cento le emissioni di gas serra.

Queste considerazioni sono state fatte e questi dati sono emersi in occasione dell’incontro tenuto stamattina, martedì 9 gennaio, nell’auditorium “Liggeri”, nel civico palazzo San Biagio di via Roma, proprio sul Patto dei sindaci, per iniziativa dell’amministrazione comunale in collaborazione con l’azienda Artec Associati Srl, puntando sulla raccolta di idee da parte della società civile, soprattutto da parte degli ordini professionali, e “dopo, il raccoglimento dei dati”, per usare le testuali parole dell’assessore ai Lavori pubblici, Roberta Suppo, che ha svolto le funzioni di padrona di casa, in assenza del sindaco Cettina Di Pietro.

Sui tempi previsti per il Paes, l’assessore, a margine dell’incontro, ci ha riferito: “Noi contiamo, dopo questo incontro, di approvare il piano entro gennaio, in maniera tale da avere le linee guida che ci consentiranno di poter individuare i finanziamenti europei“.

Scopi e obiettivi del Paes sono stati illustrati da Chiara Cicero e Francesca Asero, giovanissime ingegneri, che hanno calcolato, per il 2015, 397 mila tonnellate circa di CO2 nel nostro territorio, proveniente in misura maggiore dal settore industriale, e che hanno illustrato quali sono i programmi che la giunta Di Pietro dovrà attuare, fra cui la promozione sul territorio di case di legno, la riqualificazione degli edifici del settore terziario e industriale, la prevenzione negli istituti scolastici, una nuova rete di illuminazione pubblica con lampade a led, una pista ciclabile per bici elettriche, raccolta differenziata, sostituzione dei veicoli dell’autoparco comunale e l’uso di 5 bus elettrici per il trasporto urbano, ricordando che in Norvegia il 50 per cento dei veicoli circolanti sono elettrici e che a Siracusa i collegamenti da e per l’isola di Ortigia sono assicurati da tre bus elettrici che, in tre anni, hanno consentito un risparmio di milione di euro.

Tra gli ulteriori interventi è previsto, altresì, un sistema di “ammodernamento“, come l’ha definito l’assessore Suppo, per la gestione del servizio idrico dove è stato registrato il più alto livello di consumi.


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