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Petrolchimico, anche la Esso accetta le prescrizioni della Procura sulle emissioni

AUGUSTA – La Esso Italiana, ottenuta lo scorso mese una proroga dei termini per la risposta al 15 settembre (vedi articolo), rende noto di aver accettato le prescrizioni della Procura di Siracusa sulle emissioni ambientali. Tali prescrizioni sono contenute nel decreto di sequestro preventivo della raffineria di Augusta, disposto dalla stessa Procura e notificato lo scorso 21 luglio, che sarebbe diventato efficace in caso di mancata accettazione degli interventi.

A seguito di due anni di indagini, con molteplici esposti e denunce di privati cittadini, movimenti ambientalisti ed enti territoriali, la Procura aveva contestato alla Esso Italiana, come all’Isab-Lukoil, proprietaria degli altri due impianti oggetto del provvedimento, Isab Nord e Isab Sud, un “significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti”.

In linea con i termini previsti per la presentazione della risposta, la Esso Italiana ha comunicato alla Procura di Siracusa il proprio impegno ad attuare gli interventi mirati a traguardare le finalità delle prescrizioni previste nel decreto“, conferma quest’oggi la società.

La richiesta dell’estensione dei termini per la risposta, come veniva dichiarato il mese scorso, era dovuta alla concomitanza con il delicato iter istruttorio per il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) da parte del ministero dell’Ambiente.

Sulla questione ambientale, infatti, la Esso assicura che “la Società considera la protezione dell’ambiente un obiettivo condiviso con la collettività e ha sempre condotto le proprie attività nel rispetto della normativa vigente e delle autorizzazioni rilasciate dalle Autorità nell’ambito di un procedimento che prevede approfondite analisi e valutazioni da parte sia di tecnici che delle competenti istituzioni a livello locale e nazionale“.

La Esso Italiana – aggiunge l’azienda – confida che la correttezza delle proprie operazioni venga comunque riconosciuta nel prosieguo del procedimento“.

Adesso entrambe le società del petrolchimico coinvolte, sia la Esso Italiana che l’Isab, dovranno programmare l’attuazione dei rispettivi interventi di adeguamento prescritti (vedi articolo).


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