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Porto di Augusta a rischio nuovo “scippo”: fuori da grandi rotte commerciali, sindacati pronti a mobilitazione

AUGUSTA – I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, chiamano a una nuova mobilitazione per difendere il ruolo di Augusta nelle rotte commerciali internazionali, quale porto core siciliano.

L’incontro in Cina di un mese fa tra il premier Paolo Gentiloni e l’omologo cinese Li Keqiang e gli accordi bilaterali siglati di cooperazione economica, commerciale e finanziaria per il prossimo triennio continuano a far discutere. Secondo tali accordi, Augusta e la Sicilia sono tagliate fuori dalla cosiddetta “via della Seta” tra Oriente e Europa mentre si punterà su Genova, Trieste e Venezia.

Sono tanti i paradossi in questa vicenda, a partire dal fatto che il porto di Augusta era l’unico indicato come porto core dall’Unione europea – sostengono in una nota congiunta Alosi, Sanzaro e Munafò –. Ma non solo: per la sua centralità geografica era stato interpretato da varie forze economiche e produttive mondiali come rotta ideale per il commercio proveniente dal canale di Suez; conferma ne è l’interesse palesato proprio da un potente gruppo cinese che però diresse verso altri porti i propri intenti commerciali, dopo essersi ripetutamente imbattuto nell’immobilismo, per non dire nei continuati ostacoli, posti dalle lungaggini burocratiche, se non dall’immobilismo istituzionale della nostra terra. Fatto è – proseguono i tre sindacalisti – che in questi anni, a dispetto delle scadenze che erano state fissate per l’avvio dell’Area Vasta (che dava al porto di Augusta la totale centralità per lo sviluppo di tutta la Sicilia Orientale, ma non solo) la politica e i suoi rappresentanti, sia a livello regionale sia a livello nazionale, non hanno mosso un dito perché il porto megarese vedesse riconosciute tutte le sue potenzialità. Una politica che anche oggi colpisce per la sua assenza, per il suo silenzio, per la sua indifferenza verso le questioni di quel territorio che li ha eletti”.

I tre sindacalisti rammentano l’ultima visita ad Augusta del ministro Delrio, quando si doveva decidere se il porto megarese dovesse diventare hotspot per i migranti: “In quella occasione il ministro rilevò le elevate potenzialità della struttura, accogliendo le istanze delle realtà produttrici che volevano garanzie sul futuro commerciale del porto, assicurando che l’eventuale attività di hotspot non avrebbe inciso sulle peculiarità e sulle funzionalità del porto megarese, a evidente vocazione commerciale”. Un sopralluogo in cui si tracciò un quadro degli interventi necessari per completare la struttura.

Ma da allora non avrebbero ricevuto segnali incoraggianti, motivo per cui Alosi, Sanzaro e Munafò, dicendosi pronti alla mobilitazione, intendono rivolgere alla classe politica provinciale e regionale l’ennesimo monito: “Visto che al momento le indicazioni dei porti di Genova, Venezia e Trieste sono solo a carattere di suggerimento, i nostri esponenti parlamentari sono ancora in tempo per agire e far sì che alla Sicilia e ad Augusta in particolare sia riconosciuta la giusta centralità nel commercio internazionale e in particolare nello scambio tra Nord Europa, Atlantico e Oriente. E il territorio ovviamente si aspetta che anche i rappresentanti istituzionali, ovvero i sindaci, si muovano nella stessa direzione. Il sindacato, dal suo canto, intende mobilitarsi, ricorrendo ad ogni forma di protesta civile, per scongiurare questo ennesimo scippo. La nostra terra merita di avere, finalmente, i giusti riconoscimenti”.

(Nella foto in evidenza: mobilitazione del 10 febbraio scorso promossa dai sindacati per il mantenimento ad Augusta della sede dell’Autorità di sistema portuale)


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