Elezioni politiche 2018

Porto di Augusta, Assoporto incontra i candidati alle politiche del collegio siracusano

AUGUSTA – Deposito di Gnl, ponte sullo Stretto, Zone economiche speciali e infrastrutture ferroviarie e portuali. Sono questi i temi di cui si è discusso ieri pomeriggio, nella sede di Assoporto Augusta di via Capitaneria, durante l’incontro con i candidati a Camera e Senato del collegio siracusano, tra uninominale e plurinominale, in corsa alle prossime elezioni del 4 marzo.

Ad accettare l’invito della presidente dell’associazione di operatori portuali, Marina Noè, rivolto a tutti i candidati, sono stati Sofia Amoddio e Alessandra Furnari (Partito democratico), Paolo Ficara e Pino Pisani (M5s), Mariella Muti, Nicoletta Piazzese e Stefania Prestigiacomo (Forza Italia), Cristina Celeste (Fratelli d’Italia), Giuseppe Patti e Ulisse Signorelli (Insieme), che hanno dato vita a quasi due ore di confronto, e di ascolto, sulle tematiche preventivamente indicate dall’associazione di operatori portuali augustani.

Abbiamo  chiesto ai candidati – ha detto la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè l’impegno, una volta eletti, di fare sistema, di lavorare insieme per il porto di Augusta, sia che arrivino al Governo sia che si trovino all’opposizione. Abbiamo registrato una convergenza sulla necessità di fare massa critica, con l’obiettivo di intraprendere un programma nel breve, medio e lungo termine, in sinergia con gli enti interessati, per rendere efficace la riforma dei porti, e competitiva a livello europeo e Mediterraneo la portualità della Sicilia orientale. Occorre ridare slancio, entusiasmo ed accelerare tutti i processi di sburocratizzazione, di operatività per i progetti oggetto di cofinanziamento, per una reale opportunità di crescita e di sviluppo del porto commerciale-industriale di Augusta”.

Tra le questioni poste da Assoporto Augusta ai candidati, assenti illustri gli sbarchi di migranti e l’hotspot in costruzione proprio sulla banchina di Punta Cugno, nel porto commerciale. Una situazione lamentata e ritenuta paradossale negli ultimi anni dagli stessi operatori portuali.


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