Cronaca

Presunta truffa a Portopalo ai danni dell’Ue, indagato anche il deputato uscente Coltraro

PORTOPALO DI CAPO PASSERO – Il 15 novembre scorso, a conclusione delle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Noto, i cui esiti sono stati pienamente concordati dalla Procura della Repubblica di Siracusa che ha coordinato le attività investigative dirette dal pm Salvatore Grillo, i carabinieri della Stazione di Portopalo di Capo Passero hanno notificato sette avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettante persone, per le ipotesi di reato di “falsità materiale ed ideologica, abuso d’ufficio, soppressione di atti pubblici, uso di atti falsi e tentata truffa aggravata, finalizzati all’erogazione delle agevolazioni finanziarie dell’Unione europea”, di fatto valutate e stabilite dalla Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane.

Gli indagati avrebbero, a vario titolo, tentato di perpetrare i reati contestati al fine di ricevere oltre un milione di euro di sovvenzione pubblica per il restauro di un villaggio turistico sito nel Comune di Portopalo di Capo Passero, secondo gli investigatori, “lavori mai effettuati ed autorizzati fittiziamente con atti falsi”.

Tra i sette indagati, vengono resi noti i nomi di Mario Poidomani, sessantenne, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Portopalo, e Giambattista Coltraro, 42enne, deputato regionale uscente, all’epoca dei fatti contestati segretario della terza commissione Attività produttive all’Ars, ritenuto “amministratore di fatto del villaggio” in questione.

L’attività d’indagine trae origine nel mese di giugno del 2013, quando i carabinieri della Stazione di Portopalo di Capo Passero hanno sequestrato, presso l’ufficio tecnico del Comune, le domande di sanatoria per gli abusi edilizi relativi al villaggio, che sorge a meno di 500 metri dalla battigia, contrariamente a quanto disposto dalla legge regionale in materia. Secondo le accuse, la società che gestiva tale villaggio turistico avrebbe prodotto false autocertificazioni ed attestazioni dell’esecuzione di lavori, mai eseguiti, e dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni finanziarie pubbliche a fondo perduto. Inoltre, sempre secondo le ipotesi degli investigatori, l’ufficio tecnico del Comune avrebbe rilasciato due concessioni in sanatoria al vincolo di inedificabilità assoluta relativa all’immobile e lo stesso dirigente comunale avrebbe soppresso e modificato alcuni atti concernenti le richieste di condono avanzate nel tempo.

(Fonte: La Gazzetta Siracusana.it)


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