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Progetti per il porto del domani, il dibattito all’associazione “Umberto I”

AUGUSTA – Venerdì 11 marzo alle ore 18, presso la sede dell’associazione filantropica “Umberto I”, si è tenuta la conferenza “Il porto di Augusta, questo illustre sconosciuto”. La sala gremita di rappresentanti delle varie attività portuali, di esponenti dell’Amministrazione e di cittadini sensibili alle delicate questioni legate al porto di Augusta.

Al tavolo dei relatori, il presidente dell’associazione Mimmo Di Franco, che si è fatto carico dell’organizzazione dell’incontro, il sindaco Cettina Di Pietro e Alessio Castiglione, titolare di una nota agenzia marittima. Quest’ultimo, invitato a esporre la situazione attuale del porto megarese, gli obiettivi e i progetti già in atto, ha esordito: “Questo specchio d’acqua è spesso trascurato ma riveste un’importanza per la nostra economia: il porto di Augusta e il polo industriale valgono circa il 60 per cento del Pil della provincia di Siracusa”.

Il focus sull’indotto ha evidenziato il potenziale economico e la possibile crescita che potrebbe scaturirne da uno snellimento delle trafile burocratiche, dall’ottimizzazione dei servizi e delle strutture già presenti, oltre che dall’applicazione delle direttive che arrivano dall’Unione europea, la quale ha riconosciuto da tempo il porto di Augusta come “core”, ovvero uno degli snodi principali della linea commerciale che va dal Mediterraneo alla Scandinavia.

Castiglione ha parlato anche dell’importanza del porto in ambito didattico, in quanto scuola di procedure portuali anche per i ben più noti scali italiani. Affrontando poi la polemica sollevata dal presidente della Regione Crocetta e dal sindaco di Catania Bianco, Castiglione ha invitato alla sinergia tra il porto etneo e quello megarese, in quanto hanno conformazioni e attitudini differenti e l’uno può essere complementare dell’altro, in modo da far crescere il traffico di entrambi.

Convengo con Castiglione sulle grandi potenzialità del nostro porto che, purtroppo, non sono state ancora sviluppate a 360 gradi” ha affermato il sindaco Cettina Di Pietro, che ha espresso la volontà dell’Amministrazione di non influire (politicamente, ndr) sulla scelta del presidente dell’Autorità di sistema portuale, perché le linee guida che il nuovo decreto indica sarebbero chiare e punterebbero su delle caratteristiche tecniche e professionali dalle quali non si può prescindere. L’attenzione è ricaduta anche sui progetti di ampliamento, adeguamento e ammodernamento dell’area portuale, che dovrebbero svilupparsi fino al 2050 ma che sono stati approvati quasi dieci anni fa, quando gli obiettivi e le prospettive di mercato erano ben diverse da quelle attuali, come hanno messo in evidenza sia il Sindaco che Castiglione.

Quindi, bisognerà rivedere i progetti prima della loro realizzazione per valutarne la reale validità e provvedere all’eventuale adeguamento, qualora necessario. Tra i rappresentanti degli operatori portuali, è intervenuto Davide Fazio, presidente di Assoporto Augusta, che ha posto l’attenzione sul problema della disoccupazione giovanile e poi formulato una proposta provocatoria: “O si trova un benefattore pronto a devolvere il proprio stipendio in beneficenza, oppure si ancora il compenso del presidente, che è molto ricco, ai reali risultati del proprio operato, così da far desistere chi è interessato solo al lauto stipendio”.

Mentre Giambattista Totis, già dirigente scolastico di un istituto nautico, ha reso note le proprie perplessità su alcuni dei progetti ma allo stesso tempo ha manifestato fiducia nella visione dell’Ue sul porto, Luigi Mastroviti, titolare di una delle storiche agenzie marittime, ha espresso dubbi su alcune delle opere di ampliamento e adeguamento, dandone delle chiare motivazioni sia logistiche che di spazi e di pescaggio. Per esempio, le mega navi portacontainer, su cui anche il capo piloti del porto Francesco Tringali ha espresso un parere tecnico negativo, confermando l’insufficienza del pescaggio ad ospitare tali navi.

Ancora, Luca Sanseverino, avvisatore del porto, ha elogiato una delle peculiarità del porto augustano, ovvero il sistema chiamato “Poanet” (Porto di Augusta network), che gestisce dal 2012: è una piattaforma telematica nella quale sono raccolte tutte le attività che interagiscono nello scalo, coordinate dalla Capitaneria di porto. Così, ha spiegato, si favorirebbe l’opera di snellimento delle procedure per le navi e gli enti, pur riconoscendo nell’intervento l’inversione del trend che negli ultimi sette anni ha portato a una riduzione di traffico marittimo del 35 per cento.

Il breve intervento dell’ammiraglio Angelino Cianci ha evidenziato che le questioni di dibattito sul porto non sarebbero cambiate rispetto a sedici anni fa, quando in particolare lui stesso era al comando della Capitaneria di porto, ma ha spezzato una lancia a favore del presente perché la nuova normativa dà i presupposti per poter realmente lavorare alla crescita sia strutturale che di traffico. La presidente del Consiglio comunale Lucia Fichera, infine, ha concluso il dibattito, sottolineando la necessità di realizzare le opere prima che diventino obsolete, necessità che è stata comune denominatore di tutti gli interventi. Per i cittadini partecipanti, il prestigioso porto megarese è, adesso, un po’ meno sconosciuto.

Marcello Marino


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