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Reliquie di santi ad Augusta in mostra al Circolo Unione

AUGUSTA – Saranno esposte al Circolo Unione, il prossimo martedì 12 dicembre, alcune reliquie e antichi reliquiari provenienti dalle chiese della città. Si tratta di un’importante occasione per approfondire un tema che ha sempre affascinato nei secoli quanti si sono accostati al mistero del sacro. L’iniziativa, promossa dal Circolo Unione presieduto da Gaetanella Bruno, sarà l’occasione per presentare un primo censimento di questo specifico patrimonio custodito non solo nei luoghi di culto ma anche in taluni palazzi gentilizi privati.

“Augusta sacra – Reliquie e reliquiari nelle chiese della città. Privilegio civico e patrimonio della fede” è il titolo di questo appuntamento che analizza un patrimonio che per la maggior parte è praticamente sconosciuto in quanto ormai relegato, nel migliore dei casi, negli armadi delle sagrestie.

Sarà Giuseppe Carrabino – spiega la presidente Gaetanella Bruno a condurci ancora una volta alla riscoperta delle preziose testimonianze custodite in Augusta. Un lavoro di ricerca, studio e catalogazione che ha condotto da oltre un decennio presso diversi archivi e che gli ha permesso di documentare, attraverso le fonti, per la maggior parte inedite, il corredo di reliquie e reliquiari di ogni singola chiesa, unitamente alle attestazioni di autenticità redatte secondo gli stili delle diverse epoche“.

Reliquiari di ogni genere: in argento, rame, legno, a medaglione, ad ostensorio o del tipo antropomorfo, per custodire frammenti ossei o tessuti dei santi e martiri di ogni tempo. La più antica reliquia ad oggi conosciuta in Augusta potrebbe essere quella ex ossibus di S. Alberto, pervenuta in città all’epoca della fondazione del Convento Carmelitano a seguito dell’autorizzazione datata 1 luglio 1579. La notizia si desume dal “Libro dei privilegi della Città di Augusta”, al foglio 122, dove è annotata la licenza di trasferimento d’un pezzo d’osso del braccio di S. Alberto dalla città di Messina nel convento augustano. Sembrerebbe che negli anni successivi la reliquia sia stata inserita in un reliquiario antropomorfo d’argento, a forma di dito, esposto al culto in occasione della festa liturgica del santo. Infatti un inventario redatto dopo il 1866 indica chiaramente “Un dito di argento con la reliquia di S. Alberto”.

Delle reliquie custodite nel convento di S. Domenico ci offre un dettagliato elenco Francesco Vita, pubblicato nel suo “Inesto Istorico della Città di Augusta”, stampato a Venezia nel 1653. “In detto Convento – riferisce il Vita – abbiamo diverse Reliquie di Santi, e tra quelli un dito di S. Biagio Vescovo e Martire, frammenti di S. Tommaso Diacono, quelli delli tre mila Martiri, dell’undicimila Vergini, del glorioso Patriarca S. Domenico, della vesta di S. Vincenzo Ferriere, dell’Abito del Beato Ludovico Beltran, dell’ossa delli Socii di S. Placido Martire, un dente molare di S. Martino Confessore”. Il Vita aggiunge che queste reliquie furono tutte portate nel Convento di Augusta dal calabrese Padre Fra Gioansalvo Cervaso morto il 18 Gennaro 1638 e sepolto in Augusta nella Chiesa del Santo Patriarca. Sempre il Vita, nella stessa pubblicazione, riferisce dell’arrivo da Roma in Augusta, proprio in quegli anni, di un frammento dell’abito di S. Domenico inserito in un braccio d’argento che impugna una spada, opera questa cesellata a Messina nel 1651 che viene portata processionalmente, ancora a nostri giorni, la vigilia della festa del patrocinio del 24 maggio”.

Numerose le reliquie già custodite in Casa Grimaldi e donate alla Chiesa Madre agli inizi del Novecento. Tali reliquie furono in un primo tempo esposte nella cappella del Crocifisso in una edicola fatta appositamente costruire dall’arciprete Garay e successivamente sistemate in due teche negli altari del transetto.

Tra le reliquie custodite nel palazzo Omodei Migneco, di via Roma, viene indicata quella di S. Biagio inserita in un reliquiario in legno ricoperta da lamina d’argento, mentre nell’altro palazzo Omodei di via Garibaldi si conservava il reliquiario di S. Gioacchino che ospita oggi la reliquia di S. Elena.

Da segnalare il monumentale reliquiario di S. Rita del parroco don Davide Di Mare, pregevole opera di raffinata argenteria. Preziose altresì le attestazioni di autenticità, alcune a stampa con indicazioni ad inchiostro, altre manoscritte e compilate su più facciate, queste ultime sono presenti in chiesa Madre e al Carmine.


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