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Ricordata la battaglia navale di Augusta del 1676, un porto sempre al centro dello scacchiere internazionale

AUGUSTA – Nell’ambito della Giornata della Marina militare, lo scorso 12 giugno nel comprensorio Terravecchia (vedi articolo), si è tenuta anche una conferenza promossa congiuntamente dal Comando Marisicilia e dalla Società augustana di storia patria.

A fare gli onori di casa il contrammiraglio Nicola De Felice, che, nel porgere i saluti agli intervenuti, ha ringraziato la Società per il prezioso supporto che ha permesso l’inserimento dell’evento nel programma delle celebrazioni che annualmente rammentano la data del 10 giugno 1918, in ricordo dell’eroica impresa di Premuda, compiuta nel corso della Prima guerra mondiale.

Al saluto del comandante Marisicilia, ha fatto seguito l’intervento di Giuseppe Carrabino, presidente della Società augustana di storia patria, sottolineando tale sinergia che ha permesso e sostenuto l’iniziativa inserita nel contesto di un anno ricco di avvenimenti, quali il centenario dei fatti di Premuda e il centenario della Grande Guerra.

La festa della Marina militare è stata pertanto l’occasione privilegiata per approfondire un tema di grande spessore che nel diciassettesimo secolo ha visto ancora una volta protagonista Augusta nell’ambito dello scacchiere europeo ed internazionale. Si tratta della battaglia navale di Augusta (conosciuta anche come Battaglia d’Agosta), che ebbe luogo il 22 aprile 1676 durante la guerra franco-olandese, e che vide morire circa 1.200 uomini tra le flotte opposte.

Due i relatori che hanno proposto interessanti ed inediti contributi, che saranno prossimamente pubblicati sul primo numero del Bollettino della Società augustana di storia patria.

Luigi Lombardo, già docente presso la Facoltà di Scienze della formazione presso l’Università di Catania, che alterna la ricerca storico-archivistica a quella etno-antropologica, ha presentato una cronaca coeva di uno storico gesuita che fu protagonista dell’evento.

Poi ha relazionato Lavinia Gazzé, che insegna presso il Dipartimento di Scienze umanistiche di Catania (già Facoltà di Lettere e Filosofia), autrice di numerose pubblicazioni e consulente della Soprintendenza ai monumenti di Siracusa per il restauro di diversi beni storico-artistici, che ha descritto con dovizia di particolari le dinamiche di questa battaglia che coinvolsero non solo la flotta francese contro quella olandese-spagnola, ma anche gli interessi internazionali della Compagnia delle Indie. Una battaglia combattuta da parte francese con 29 navi da guerra, 5 fregate e 8 cannoniere sotto il comando di Abraham Duquesne e la flotta olandese-spagnola con 27 navi (17 olandesi e 10 spagnole), più 5 cannoniere comandate dall’ammiraglio Michiel de Ruyter.

Carrabino ha inoltre esposto le motivazioni alla base dell’organizzazione della conferenza e del filo conduttore tra i due eventi storici, separati da quasi due secoli e mezzo, in relazione alla Marina militare e alla Città. Li ha definiti due azioni eroiche che hanno segnato la storia della Marina e la storia di Augusta, storie che hanno rappresentato comunque una drammatica esperienza per tutti quei popoli che ne furono coinvolti.

Occorre conoscere il passato per comprendere il presente e progettare il futuro. Occorre ripercorrere il lungo e difficile cammino che, dal secondo dopoguerra in poi, ha consentito al nostro Paese, di affrontare crisi e contraddizioni, fino a diventare il Paese libero, democratico, civile che tutti conosciamo – ha detto Carrabino, contestualizzando il tema nell’attualità – Un Paese che ancora oggi vive particolari difficoltà e che richiede riflessioni che sappiano conciliare l’apertura all’altro e la sicurezza di ogni singolo cittadino. Si tratta di valori che vedono protagoniste indiscusse la Marina e la nostra Augusta, entrambe impegnate a soccorrere e ad accogliere, a prestare soccorso in mare ed offrire ospitalità a chi fugge da guerre e oppressioni“.

Ha infine espresso gratitudine “a tutti gli uomini e le donne del mare“, al contrammiraglio De Felice “per la straordinaria occasione di collaborazione” e ai relatori Lombardo e Gazzé, nonché ai soci onorari della Società augustana di storia patria.


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