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Ripristinata edicola dell’Addolorata: generosità dei cittadini, appello del Sindaco, riflessione dell’Arciprete

AUGUSTA – Alle ore 12, l’edicola votiva dell’Addolorata che, insieme alla Croce dei tre cannoni, presidia l’angolo tra via X Ottobre e via Roma da un secolo e mezzo ha ricevuto nuovamente le attenzioni delle autorità civili e militari, di rappresentanti delle istituzioni, di forze politiche e di decine di cittadini, dopo le condanne, in questa occasione per celebrare la reazione positiva della comunità cittadina.

croce-tre-cannoni-edicola-addolorata-benedizione-augusta-2Infatti, a meno di una settimana dal sacrilego atto vandalico che domenica mattina ha fatto trovare ai residenti la Madonnina in frantumi e l’edicola compromessa, la devozione e la voglia di ripristinare il tutto sia della famiglia Aglianò che di alcuni generosi cittadini, di cui si è fatto portavoce Mimmo Di Franco, hanno consentito di celebrare questa mattina il ritorno della statuetta raffigurante l’Addolorata nella sua edicola votiva.

L’iniziativa è stata introdotta proprio da Mimmo Di Franco: “Abbiamo organizzato questa cerimonia perché volevamo dare un segnale preciso e immediato; non è possibile andare avanti con questa escalation di atti vandalici, da quello al parco giochi, alla villa comunale, a quest’ultimo contro la Madonna dell’Addolorata; ringrazio la famiglia Aglianò e tutti i cittadini che hanno partecipato al ripristino dell’edicola votiva”.

Poi, il sindaco Cettina Di Pietro ha illustrato il punto di vista dell’Amministrazione: “Viviamo purtroppo in un paese colpito dal degrado ed è sotto gli occhi di tutti: marciapiedi, illuminazione; cose che questa Amministrazione con grande fatica sta cercando di risolvere, considerati i tempi lunghi della macchina amministrativa; se a ciò si aggiunge l’incuria dei cittadini con tali atti vandalici il quadro non può che peggiorare“.

Ha lodato certi slanci di generosità dei cittadini, con un appello conclusivo: “L’auspicio è che le azioni come quelle di oggi possano aumentare, in modo tale che tra qualche anno il miglioramento della Città non sia merito dell’Amministrazione ma sia merito di questi cittadini; voglio lanciare questa richiesta alla cittadinanza: evitare gesti vandalici e amare di più il territorio”.

Infine, l’arciprete Palmiro Prisutto, prima della benedizione di rito, ha voluto esprimere una riflessione: “È stato solo un gesto sconsiderato di una persona incivile o dietro questo gesto c’è anche un atto di offesa alla fede altrui? Non c’è soltanto un degrado materiale ma c’è anche un degrado morale; chiunque abbia fatto questo gesto vandalico dovrebbe quanto meno interrogarsi e dare una spiegazione alla Città“.

Ha concluso: “Siamo responsabili delle nostre azioni; bisogna soprattutto ristabilire quel clima di tolleranza e rispetto reciproco che è alla base di ogni vivere civile; auspichiamo che dalla parte delle Forze dell’ordine ci sia una maggiore vigilanza in certe aree dove la mancanza potrebbe favorire l’insorgere di certi atteggiamenti”.


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