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Rischio amianto nell’arsenale militare di Augusta, l’Ona sollecita la “bonifica integrale” delle navi

AUGUSTA – La Commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito ha approvato, lo scorso 7 febbraio, la sua relazione definitiva. Come rende noto l’Osservatorio nazionale amianto, gli atti di indagine della Commissione farebbero riferimento anche alle dichiarazioni di Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, e in particolare al “filone di indagine relativo agli arsenali e alle connesse problematiche di sicurezza e di tutele previdenziali del personale rispetto al rischio della presenza di amianto”, negli arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta.

Secondo quanto divulgato dall’Ona, la Procura della Repubblica di Padova avrebbe accertato che, solo nell’ambito della Marina militare, 1.101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi). Inoltre, per il Renam, il picco delle eventualità di mesotelioma, sia il numero di casi, sia il numero di tassi, sarà tra il 2015 e il 2020. Per l’Inail, sono 830 i casi di mesotelioma maligno identificati nell’ambito dei corpi militari.

Nella relazione conclusiva si fa anche riferimento al caso Sicilia, in particolare alle risultanze relative all’arsenale militare nella base di Augusta della Marina militare, presso il quale la Commissione ha effettuato un sopralluogo in data 20 maggio 2016“, rende noto l’Ona, che sul territorio ha quale referente il priolese Calogero Vicario, coordinatore regionale.

La commissione ha accertato che la mappatura dei manufatti contenenti amianto si è svolta tra il 2002 e il 2003 e la gran parte della bonifica è stata eseguita negli anni 2005 e 2006, anche se l’amianto è ancora presente in quella struttura, come in alcune delle navi militari – si legge nel comunicato dell’Ona –, ed è per tale ragione che l’Osservatorio nazionale amianto torna a chiedere la bonifica integrale delle navi della Marina militare e una maggiore efficienza nella sorveglianza sanitaria e l’indennizzo e risarcimento delle vittime, con il riconoscimento della qualità di vittima del dovere“.

La condizione di rischio del personale civile e militare della Marina militare per esposizione ad amianto e di altri cancerogeni e agenti patogeni – prosegue il comunicato – si somma a quella legata ad altre fonti di rischio nel c.d. triangolo della morte“.

Calogero Vicario, coordinatore Ona Sicilia, auspica e sollecita l’entrata in funzione del Centro regionale amianto, unità operativa per la prevenzione, tutela e cura delle vittime dell’amianto presso l’ospedale “Muscatello” di Augusta, e denuncia quindi “ancora una volta i colpevoli ritardi della politica regionale siciliana, anche se dopo le elezioni qualcosa sembra essersi mosso“.


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