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Sasol Augusta, investimenti per oltre 60 milioni nel prossimo biennio

AUGUSTA – Nuovi importanti investimenti per circa 64 milioni di euro nel biennio 2018-2019 per lo stabilimento della Sasol ad Augusta ed un percorso sempre più spinto di sostenibilità ambientale, già ampiamente raggiunta. È il messaggio lanciato ai rappresentanti del territorio, alla politica e alle autorità presenti stamani presso la sala “Convivia” di Villa Politi, a Siracusa, dall’amministratore delegato di Sasol Italy, Filippo Carletti, e dal direttore dello stabilimento di Augusta, Sergio Corso, che è anche vicepresidente di Operations Sasol Italy.

Circa 30 milioni saranno gli investimento entro questo 2018, mentre per il 2019  già decisi oltre 34 milioni di euro. Oltre che per lo sviluppo e l’ammodernamento dei processi produttivi, anche per un ulteriore miglioramento ambientale. Questi alcuni dei dati illustrati dai vertici di Sasol Italy che hanno ricordato, fra l’altro, come negli ultimi quattro anni lo stabilimento di Augusta ha lasciato alla economia del territorio la media di circa 45 milioni di euro l’anno garantendo lavoro ad oltre 360 lavoratori diretti e 200 unità media annua nel settore indotto. Investendo anche, relativamente a sicurezza e ambiente, 16 milioni di euro fra il 2014 ed il 2017.

Cifre a cui occorre aggiungere l’investimento di circa 54 milioni di euro per la costruzione della nuova centrale di Cogenerazione elettrica che affranca lo stabilimento dalla dipendenza esterna di elettricità. In tutto, oltre a sicurezza ed ambiente, negli ultimi 4 anni lo stabilimento di Augusta ha investito nei suoi impianti, per ottimizzazione dei processi e per sostenibilità, ben 144 milioni di euro.

Carletti e Corso si sono più volte soffermati sulla posizione centrale del personale come nel territorio, fra i valori aziendali, considerando la cura dell’ambiente e la sicurezza non un ingombrante obbligo per l’azienda ma un obiettivo ed una risorsa. Corso e Carletti hanno ricordato che già da vari anni lo stabilimento non utilizza per niente combustibili contenenti zolfo, preferendo il gas naturale per tutti i suoi forni e le fonti interne di energia. Ciò, fra l’altro, ha fatto dire ufficialmente all’Arpa Sicilia che le emissioni dagli impianti Sasol impattano solo per l’uno per cento rispetto all’intera area industriale del siracusano. A proposito di emissioni, è stato evidenziato come nel 2017, rispetto al 2010, le emissioni di monossido di carbonio sono state ridotte del 64 per cento, mentre del 71 per cento sono state ridotte le emissioni di ossidi di azoto, ed addirittura del 96 per cento ridotte le emissioni dei composti solforati.

In particolare Corso, direttore dello stabilimento, ha detto come la società Sasol Italy intende continuare ad investire nel territorio, ma che, come per ogni azienda, diventa sempre più importante  per competere nel mercato globale, la certezza dei tempi autorizzativi degli stessi investimenti, come anche un clima non ostile all’industria che, ha ancora ricordato, è sempre più ecosostenibile. Per cui ha lanciato una appello per l’attuazione del patto di responsabilità lanciato di Confindustria Siracusa agli amministratori locali, ai sindacati e alla politica sia locale che regionale e nazionale.

Durante l’incontro, moderato da Giuseppe Sabella, direttore di “Think-in” di Milano ed esperto di Industria 4.0, Giovanni Tesoriere dell’Università “Kore” di Enna ha illustrato le già avviate collaborazioni di ricerca scientifica sui prodotti e sull’ambiente da parte di Kore e Sasol Augusta, mentre Claudia Gentile di Invitalia ha illustrato i nuovi piani di agevolazione per l’accesso ai fondi europei per gli investimenti industriali e l’ammodernamento degli impianti anche in ragione delle politiche del governo legate al programma di Industria 4.0.


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