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Sequestri in piazza Fontana, accorato appello della moglie di un “paninaro”

AUGUSTA – In merito ai recenti sequestri degli automezzi di alcuni “paninari” (per “alcune irregolarità in ordine alle autorizzazioni necessarie”), che da anni esercitano la loro attività in piazza Fontana, anche nota come piazza America, riceviamo e volentieri pubblichiamo, quasi integralmente, una lettera appello inviataci dalla signora Lucia Ranno, nostra lettrice, che si firma “fiera augustana orgogliosa moglie di un “paninaro”“.

Vorrei potere esprimere due parole circa la questione riguardante i camion dei panini che da anni stazionano in piazza America. Innanzitutto vorrei fare una piccola premessa: lo Street Food è una realtà presente in tutto il mondo, non è nato in Italia né tantomeno ad Augusta: città super evolute e civilissime del Nord Europa, come Copenaghen o Londra, hanno fantastici mercati all’aperto dedicati a bancarelle e mezzi su ruote che servono cibo proveniente da ogni parte del mondo, con immensa soddisfazione dei turisti e degli abitanti del luogo, sono frequentatissimi e affollati a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ai famosi Food Truck americani sono stati dedicati film, serie tv e documentari; gente di ogni ceto sociale, età e razza sosta anche ore davanti a questi mezzi, facendo file chilometriche per poter gustare un hamburger, un hot dog, una tortilla etc.

Ad Augusta questa realtà è presente da 22 anni, quando due ragazzi di Floridia, ma con una anima augustana (uno di loro aveva moglie e figli di Augusta) decidono di cominciare questa avventura. Piazza America non esisteva, era piuttosto uno slargo che d’inverno si riempiva di fango e che d’estate sollevava grosse nuvole di polvere. I primi anni sono stati molto duri, la gente non era abituata a questo tipo di approccio tranne che per la festa di San Domenico, quando arrivavano i grossi camion dei catanesi, ma con il tempo gli augustani hanno, prima con circospezione poi con una crescente fiducia, cominciato ad apprezzare i panini e il servizio che questo tipo di attività forniva alla popolazione. La Piazza ha preso vita, è stata sistemata e abbellita e negli anni è diventata un piccolo cuore pulsante del territorio. Con il tempo questi ragazzi hanno saputo creare con i clienti un rapporto di stima, fiducia e in alcuni casi di amicizia (…) Vorrei raccontarvi di come negli anni abbiamo presidiato la Piazza, rendendola un luogo sicuro anche di notte, dove mai si sono verificati incidenti, risse o problemi di ordine pubblico.

Detto ciò, da alcuni giorni questa realtà non esiste più, spazzata via da un vuoto legislativo e da regolamenti inesistenti: abbiamo sempre pagato le tasse di concessione del suolo pubblico, la Tari e più volte abbiamo chiesto di poter essere regolarizzati definitivamente, ci hanno sempre rassicurato che al più presto questo sarebbe successo e che potevamo continuare a lavorare con tranquillità. Non chiamateci forestieri, perché il nostro cuore è augustano, sono nata ad Augusta in via Alabo di fronte al lungomare più bello del mondo, sono cresciuta ad Augusta, mi sono sposata e ho fatto nascere i miei figli in questa città (…) Quando arriva l’estate i miei luoghi del cuore sono il Faro, lo Sbarcatore, Brucoli e tutti i bellissimi posti di mare che ha la nostra città.

Voglio bene alla mia città e spero che chi può fare qualcosa ne voglia altrettanto: perché se anche questo sicuramente non è il problema più grosso di Augusta, probabilmente è il più risolvibile, bastano un po’ di buona volontà e voglia di fare, perché regolarizzare le attività commerciali significa investire nel futuro e creare una spinta positiva alla ripresa economica e sociale. Fate al più presto qualcosa perché le nostre famiglie possano tornare a lavorare onestamente come abbiamo sempre fatto in questi anni, con dedizione, umiltà e un enorme affetto nei confronti di Augusta e degli Augustani“.


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