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Simbolismo festivo, conversazione alle Anime Sante con Ignazio Buttitta per iniziativa Archeoclub

AUGUSTA – Un sabato sera dedicato al folklore e ai riti espressione dell’identità siciliana. L’occasione è stata offerta dall’associazione Archeoclub sede di Augusta presieduta da Mariada Pansera, che ha promosso un incontro per la presentazione del volume del docente universitario Ignazio Buttitta dal titolo Continuità delle forme e mutamento dei sensi, ricerche e analisi sul simbolismo festivo.

L’evento, tenutosi nella chiesa delle Anime Sante, è stato aperto da Pansera, spiegando che “in un momento in cui la nostra Città non perde mai occasione per dimostrare l’interesse e l’attaccamento alla nostra identità ed alle nostre tradizioni, Archeoclub, a pochi giorni dalla Pasqua, ha ritenuto di dovere organizzare questo incontro con il prof. Buttitta, tra i più noti antropologi e studiosi di tradizioni religiose popolari meridionali, che pone l’accento sul simbolismo del folklore religioso e sulla sua evoluzione”.

Quindi l’autore della pubblicazione ha relazionato sulla traccia “Memoria dal sottosuolo – Sulle presunte continuità preistoriche nel folklore religioso contemporaneo”. Ignazio Buttitta, bagherese, figlio dell’antropologo Nino e nipote del poeta dialettale Ignazio, è professore ordinario all’Università di Palermo, dove insegna Storia delle tradizioni popolari.

Tra i diversi sodalizi guidati, è presidente della Fondazione Buttitta, nata nel 2005 con il patrocinio dell’Università di Palermo ed il riconoscimento ad ente pubblico da parte dell’Ars e che si occupa della tutela, dello studio e dello sviluppo della cultura siciliana in tutte le sue forme.

L’autore ha illustrato approfonditamente i riti che vedono protagonista l’alloro in talune feste della Sicilia e le danze dei Santi nei paesi dell’entroterra, spiegandone le motivazioni, anche attraverso l’ausilio di immagini, che documentano il ripetersi e soprattutto l’attualità di tradizioni sentite e vissute dalla comunità.

Successivamente ha preso la parola Giuseppe Carrabino, presidente della “Società augustana di storia patria”, associazione di recente costituzione, che ha presentato un tema per molti aspetti inedito per Augusta, quello delle “Anime dei Corpi decollati nella tradizione di Augusta”, ma molto familiare a Buttitta, poiché l’ha trattato in diverse sue pubblicazioni.

Carrabino, dicendo dei contatti con il docente universitario in merito a ricerche sul patrimonio immateriale di Augusta e in particolare sulle forme di panificazione e sui riti legati al culto dei morti, è partito nella sua esposizione dal legame della chiesa di S. Nicola (conosciuta in Augusta, appunto, come chiesa delle Anime Sante), edificata dall’Arcicompagnia dei Bianchi, fondata in Augusta l’8 marzo 1622 in seguito alla prammatica del viceré Gonzaga dell’8 settembre 1541. La Compagnia fu posta sotto la protezione del SS. Crocifisso e della Madonna del Suffragio ed aveva per finalità l’assistenza dei condannati all’ultimo supplizio, oltre a suffragare le anime dei defunti e sovvenire i poveri. Sull’assistenza ai condannati a morte, i capitoli della Compagnia sono praticamente uniformati alle consuetudini palermitane, che prevedevano il coinvolgimento dei confrati, che si alternavano ogni dure ore nell’assicurare l’assistenza religiosa e gli ultimi desideri del reo.

Il cultore di storia patria ha ricordato che Sebastiano Salamone, autore della Storia di Augusta pubblicata nel 1905, riporta la memoria dell’anima di Tulè, giustiziato sul pianoro di Terravecchia e proprio di Tulè si è parlato quale figura emblematica di una devozione praticata nei confronti delle anime dei giustiziati. “Una strana devozione, come afferma Giuseppe Pitré, studioso di tradizioni siciliane, che definiva le anime dei decollati “Geni occulti del bene” e proprio di questa particolare pratica scriveva dei viaggi che il popolo faceva, specie nel giorno di lunedì per interrogare le anime su specifiche richieste, notizie sui propri congiunti e sul loro futuro“, ha detto Carrabino.

Secondo la credenza popolare, tali anime alla ricerca di una pace eterna, dispenserebbero le grazie richieste in cambio di una sentita preghiera con processioni notturne, richieste litaniche apposite, specifiche pratiche devozionali e, ancora, segni, presagi “positivi o negativi” a seconda della lettura dei devoti interessati, visioni e incontri per strada, audizione dei loro consigli e così via.

Relazioni a cui hanno fatto seguito numerose domande da parte del pubblico, su aspetti ancestrali, su forme e pratiche devozionali o sui pani della tradizione siciliana e di Augusta in particolare, tant’è che Buttitta ha espresso un plauso agli intervenuti.


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